CERVIA. Una donna entra al pronto soccorso di Ravenna. Arriva da Cervia. Dice di essere stata buttata a terra dal marito, dichiarazione che fa scattare in automatico il codice rosso. Il medico avvisa la polizia, come previsto dalla legge per i reati che comprendono presunti casi di violenza domestica. E alla domanda su quale sia il nome del coniuge, lei risponde: il sindaco.
Poggia su questo episodio, avvenuto la notte del 5 dicembre scorso, l’apertura di un fascicolo per maltrattamenti in famiglia che vede indagato a piede libero il primo cittadino di Cervia, Mattia Missiroli, nei confronti del quale la Procura ha chiesto la custodia cautelare in carcere, misura tuttavia rigettata dal giudice per le indagini preliminari.
L’accusa
La notizia - come è facile comprendere - in questo caso sta anche nel nome dell’indagato, che la rende di interesse pubblico visto il ruolo ricoperto.
La cronologia degli eventi parte da quanto accaduto una settimana fa, quando al “Santa Maria delle Croci” sono arrivati gli agenti delle Volanti, avvisati dal medico di turno. E’ quella l’occasione in cui la donna è stata sentita una prima volta, per ricostruire quanto accaduto nelle ore precedenti. Durante una discussione avvenuta in casa, il marito l’avrebbe fatta finire a terra. Stando a quanto poi raccontato, non sarebbe stata la prima volta che si verificava. Lo avrebbe riferito nei giorni scorsi la vittima, nuovamente chiamata in Questura per mettere meglio a fuoco il quadro con gli inquirenti della Squadra mobile. Sarebbe così emerso uno scenario più ampio, corredato di filmati e fotografie realizzati dalla moglie del sindaco per documentare presunte aggressioni passate, fra le quali anche un’immagine che mostrerebbe la signora con un labbro sanguinante. La donna ha oltretutto riportato frasi mortificanti che il marito le avrebbe rivolto, appesantendo la tensione dell’ultimo periodo, frutto tra l’altro di una separazione tuttora in corso. Interpellato sulla questione, l’avvocato Giovanni Scudellari, legale della donna, tiene a precisare che al momento non è stata presentata alcuna querela.
La replica
Sommati gli elementi fin qui emersi e ravvisando una serie di comportamenti ritenuti vessatori, il sostituto procuratore Angela Scorza ha chiesto nei giorni scorsi il carcere nei confronti di Missiroli, contestando appunto il reato di maltrattamenti in famiglia. La misura è stata tuttavia rigettata dal gip. Nel frattempo il primo cittadino di Cervia ha fatto richiesta di accesso al registro delle notizie di reato. E’ pertanto a conoscenza dell’indagine a suo carico. E tramite il suo legale, l’avvocato Ermanno Cicognani, prende le distanze da quanto contestatogli: «Il mio assistito respinge fermamente accuse tanto gravi e infamanti. In 16 anni di matrimonio, con due figli, mai ha avuto comportamenti violenti nei confronti di sua moglie. La separazione in corso coinvolge aspetti che possono prestarsi a strumentalizzazioni. Appena potrà prendere visione degli atti dimostrerà la propria innocenza, valutando altresì ogni azione legale a tutela della sua persona».