Lupi a Ravenna e dintorni, sono una trentina, avvistamenti e razzie

Ravenna
  • 27 gennaio 2026

RAVENNA. Gli avvistamenti con attacchi ad animali domestici nelle frazioni delle Ville Unite, a Carraie, San Bartolo e Bastia. Quelli in spiaggia a Marina. Le incursioni nei pollai nella zona di Roncalceci, con 200 galline razziate.

Sono numerosi gli episodi che vedono protagonisti i lupi nel territorio di Ravenna e il tema arriva oggi in consiglio comunale con tre interrogazioni a firma di Alleanza Verdi Sinistra, Lista per Ravenna-Lega-Popolo della famiglia e Fratelli d’Italia. Con l’opposizione ad accusare Comune, e anche Regione, di lassismo. Con l’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi è in programma un incontro a Lugo il prossimo 11 febbraio per “comprendere gli ultimi risvolti e avere informazioni” su cosa fa Viale Aldo Moro, che ha la competenza in materia, e su cosa si può fare a livello comunale, spiega l’assessore all’Agricoltura di Ravenna Barbara Monti. Mentre con l’Ente Parco Delta del Po è in corso un monitoraggio e risultano una quindicina di esemplari nelle aree del Parco e altrettanti al di fuori. “Ciò che fa la differenza- sottolinea Monti- è la consapevolezza dei comportamenti da tenere”. A Carraie sono stati predati animali completamente liberi a una cittadina, a San Bartolo dei cani altrettanto liberi e a Bastia una fattoria didattica. Che dopo l’istallazione di una recinzione elettrificata non ha avuto più problemi, nonostante il lupo sia ancora presente. Convivenza è dunque la parola chiave, provvedendo a mettere al riparo gli animali di notte, tenendo cani e gatti in casa e chiudendo bene i contenitori dell’umido.

Per l’Ue, ricorda Monti, il lupo non è più una specie “particolarmente protetta”, e l’Italia si sta adeguando, passando da una protezione rigorosa a misure di gestione e prelievo. “Ciò non è un via libera- precisa- ad abbattimenti indiscriminati o a farne una specie cacciabile”. E “qualsiasi intervento- chiosa- deve essere compatibile con il mantenimento della specie in uno stato soddisfacente e sulla base di una conoscenza aggiornata della popolazione in quella data area”. La Regione prevede anche dei risarcimenti per i danni diretti ad agricoltori e del bando da 300.000 “un quinto” è andato per prevenire l’attacco di animali. Oltre al monitoraggio, conclude l’assessore Monti, il Comune organizzerà delle serate pubbliche sui comportamenti da utilizzare. “Siete assenti” controbatte la consigliera di Fdi Patrizia Zaffagnini: a essere colpite sono persone non aziende agricole o allevamenti industriali che possono mettere recinti elettrificati. E di certo è “difficile mettere al sicuro una colonia felina o un cane di guardia di notte”, così come “chiudere oche, anatre e capre in un recinto” a prova di lupo.

“Manca informazione- insiste- non potete chiudere gli occhi”.

Dello stesso avviso il capogruppo di Lpr-Lega-Pdf Gianfranco Spadoni: il fine, precisa, “non è perseguire un’azione cruenta ma porre in evidenza un tema che merita riflessione”. I Comuni di Modena e Bologna, aggiunge, si sono mossi, così come la Regione Marche, “qui invece non è stata informata la popolazione, è una grossa lacuna. L’impegno del Comune è irrisorio- ribadisce- e non c’è stato nessun intervento circostanziato della Regione”.

Insomma, “c’è scarso interesse”. Per il capogruppo di Avs Nicola Staloni, è “importante chiarire che il lupo non è pericoloso per l’uomo, a contrario di quanto afferma chi alimenta questa paura”.

È una specie protetta, continua, “non può essere abbattuto ed è giusto così”. Tra l’altro caccia le nutrie e “chi si lamenta che queste ultime danneggiano argini e fossi è lo stesso che si lamenta dei lupi”. Ben venga dunque, conclude, un incontro pubblico per fare chiarezza.

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