Lugo, atti vandalici: il parroco chiude la chiesa Collegiata

LUGO - Per colpa di chi osa, la chiesa è chiusa. Non è la chiosa dell’omelia domenicale del sacerdote bensì l’estremo provvedimento che lo stesso ha deciso di adottare per debellare l’escalation di intrusioni vandaliche. A optare per questa extrema ratio è stato don Leonardo Poli, per tutti don Leo, storico parroco della Collegiata di Lugo, sicuramente la chiesa più grande e frequentata della città. Evidentemente anche dai malintenzionati, purtroppo giovanissimi: più o meno 15 anni, di origine nordafricane e tra loro due ragazze. Sarebbero 5 le sagome immortalate dalle telecamere degli impianti di sorveglianza mentre si introducono nella chiesa, non certo per pregare o ripararsi qualche minuto dal sole cocente bensì per una sorta di raid.

Inizialmente è sul sacrilegio e il vandalismo che si concentrano le loro azioni, indirizzate soprattutto ai candelabri: prima gli sputi, poi il danneggiamento, la rottura delle candele ed infine lo scassinamento del contenitore metallico delle offerte. In un caso terminato col furto delle monete mentre per il secondo le forbici utilizzate non hanno sortito l’effetto desiderato. Il bottino potrebbe aggirarsi anche sul centinaio di euro mentre i danni ammonterebbero ad oltre 2mila euro, in primis per quelli al candelabro appena comprato. Danneggiate anche le lampadine delle candele di plastica. Purtroppo per loro, citando il proverbio, “dio vede e provvede”: il sacerdote quando si è reso conto di cosa stava succedendo è subito accorso in chiesa per cercare di fermare quei ladruncoli e identificarli. Con uno di loro c’era anche quasi riuscito, ma poi la fuga è stata la scelta condivisa dei giovanissimi, durante la quale peraltro uno avrebbe perso una ciabatta. Ma fermarsi era troppo rischioso. Alla Collegiata però non si porge più l’altra guancia e così don Leonardo Poli ha deciso di sporgere denuncia, fornendo le riprese della videosorveglianza e la sua testimonianza diretta. Alcuni fatti analoghi, ma molto meno gravi, erano successi nelle settimane precedenti.

«Quello che è accaduto è gravissimo – spiega don Leonardo Poli – sia per il gesto che per l’età dei ragazzi. E dover arrivare a tenere chiuse le porte della chiesa al termine della messa della mattina lo è forse ancora di più, ma è l’unica soluzione in attesa di installare un impianto di allarme anche nel presbiterio. La denuncia è doverosa, perché non sporgerla significherebbe assumersi la responsabilità e il rischio che quei giovani non capiscano la gravità delle loro azioni e che diventando grandi la situazione possa peggiorare». Difficile che i giovanissimi coinvolti tornino in chiesa per confessare il loro “peccato” ma forse al sacerdote basterebbero anche solo le scuse e un reale pentimento, quello laico, magari spiegando il perché di quel comportamento. La comunità della Collegiata, peraltro, è sempre molto impegnata per sostenere famiglie e persone bisognose, anche in termini economici, accogliendo da sempre e senza alcuna discriminazione chi professa religioni diverse.

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