Legacoop Romagna: “Legge di bilancio, un testo con molte ombre”

Ravenna
  • 09 gennaio 2026

Un testo con molte ombre, lacune e pochissime luci, che propone interventi quasi rituali che non riusciranno ad incentivare la ripresa dei consumi e da cui non emergono le necessarie previsioni di riforma vera del lavoro e del fisco”. Questo il giudizio sulla legge di Bilancio 2026 che emerge dall’analisi di Legacoop Romagna.

“Per quanto riguarda il territorio romagnolo - continua la nota - preoccupa l’assenza totale di incentivi per gli investimenti privati a supporto della Zona Logistica Semplificata dell’Emilia-Romagna e del Porto di Ravenna. Ed anche le risorse assegnate al credito di imposta sembrano destinate solo all’industria 4.0 e alle Zes (ovvero al mezzogiorno d’Italia). Nulla nemmeno per gli interventi sulle infrastrutture, che, invece – come da più parti sollecitato anche recentemente – sono sempre piú urgenti, soprattutto per una Romagna che è stanca di pagare le conseguenze di un gap ormai ingiustificabile, come hanno confermato in queste settimane le chiare prese di posizione di associazioni d’impresa, sindacati dei lavoratori, amministratori locali. Sarebbero queste le vere urgenze per le imprese romagnole, secondo l’indagine di fine anno del Centro Studi di Legacoop Romagna che verifica le tendenze in atto per le 362 cooperative associate nelle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini. Si tratta di un mondo che complessivamente sviluppa una produzione di 7,5 miliardi di euro, occupa più di 25mila lavoratori e aggrega una base mutualistica di oltre 320 mila soci”.

Continua la nota: “Dal punto di vista più specifico, non è chiaro l’impatto che potrà avere l’iperammortamento come incentivo o sostegno agli investimenti delle imprese, mentre le misure sugli investimenti per il personale e l’abbattimento delle liste di attesa, appaiono indirizzate ad imbellettare un sistema sempre più in affanno, senza alcuna prospettiva di riforma strutturale”.

Tra le note più negative per i cittadini e le famiglie, secondo Legacoop Romagna, c’è sicuramente “l’assenza di previsioni per la sanità territoriale e i servizi rivolti alle persone anziane e non autosufficienti. In un Paese che continua ad invecchiare, la sanità resta pesantemente sotto-finanziata. Il fondo non copre l’aumento complessivo della spesa farmaceutica né il costo della ricerca sui farmaci innovativi, né gli aumenti contrattuali di chi opera nei servizi accreditati per conto della cooperazione sociale. Infine, non si può non fare notare la diminuzione dell’imposizione fiscale solo per i redditi medio-alti, a danno di chi versa in situazione di povertà conclamata, ma anche, purtroppo, della stragrande maggioranza delle famiglie italiane, che dispongono di un Isee al di sotto dei 28.000 euro. Si tratta di una scelta precisa a discapito di chi dispone di un reddito medio-basso. È bene ricordare che l’Isee medio, in Italia, è di circa 16mila euro (dati Inps 2024)”.

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