Legacoop Romagna: «Agroalimentare stretto in una morsa: subito interventi strutturali»

Ravenna
  • 21 marzo 2026

Il provvedimento di taglio delle accise sui carburanti da parte del governo “è un primo passo, ma non basta: dobbiamo mettere in conto che gli effetti di questa crisi si prolungheranno nel tempo. Anche se i prezzi di energia e logistica tornassero a calare, l’eventuale adeguamento dei prezzi verso il basso richiederebbe comunque molto tempo e, nel frattempo, i costi già sostenuti sarebbero difficilmente recuperabili”. Lo dice il presidente di Legacoop Romagna, Paolo Lucchi che lunedì presiederà l’assemblea del settore agroalimentare della centrale cooperativa prevista per lunedì a Cesena in Apofruit che avrà al centro la guerra in Iran e i rincari. Si tratta di un comparto che conta 56 cooperative aderenti, più di ventimila soci e 7.400 occupati, per un valore della produzione di oltre due miliardi di euro. All’incontro ci sarà Sara Guidelli, direttrice di Legacoop Agroalimentare nazionale, che si concentrerà sulla necessità di sviluppare le filiere per costruire il futuro dell’agricoltura e la difesa del reddito degli agricoltori. L’assemblea è occasione per un confronto diretto con le aziende, che hanno registrato fermo del container dell’ortofrutta e blocco dei contratti commerciali, oltre a rincari generalizzati su quasi tutti i costi di produzione, aggiunge Legacoop Romagna. Lo shock ha riguardato tutti i prodotti derivati dal petrolio, dal gas o dipendenti dalla logistica internazionale, come i concimi e i fitofarmaci, riflettendosi anche sui prezzi di materiali fondamentali per le lavorazioni e la commercializzazione, come gli imballaggi. “Quello che ci troviamo di fronte - dice Lucchi - è un mix esplosivo di aumento delle bollette energetiche, tensioni internazionali e inflazione, dove le imprese rischiano di trovarsi strette in una morsa tra aumento dei costi e riduzione dei consumi causata dalla perdita di potere d’acquisto delle famiglie”

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