Sono quasi sessanta le famiglie dell’asilo nido Bianca e Bernie sentite in questura da Digos e Squadra Mobile nell’ambito degli accertamenti sulla struttura di via Fiume Montone Abbandonato. Le testimonianze raccolte riguardano il periodo in cui il nido è finito sotto osservazione per presunte irregolarità: dal sovraffollamento rispetto ai posti autorizzati alla gestione delle presenze e dei pasti. Il Comune di Ravenna ha già revocato la convenzione triennale per i posti inseriti nelle graduatorie pubbliche. Dai controlli di polizia, Ausl e Inps sarebbero emerse presenze superiori alla capienza autorizzata, con 60 bambini contemporaneamente rispetto ai 23 posti disponibili, oltre ad anomalie nei registri e nella documentazione utilizzata anche per le richieste del Bonus nido. Al momento non risultano avvisi di garanzia, ma gli accertamenti proseguono anche sul possibile fronte penale. Intanto la gestrice Claudia Parini, attraverso gli avvocati Cristina Ingoli e Giovanni Focaccia, respinge le contestazioni e precisa che l’autorizzazione all’esercizio del nido non è mai stata sospesa. La struttura, spiegano i legali, continuerà l’attività a settembre come nido privato, senza la convenzione comunale. La difesa sostiene inoltre che il registro delle presenze fosse aggiornato quotidianamente e che gli alimenti presenti nella struttura fossero destinati ai bambini oltre i 12 mesi o a esigenze particolari. Secondo la titolare, inoltre, non risultano iniziative dell’autorità giudiziaria nei suoi confronti né contestazioni da parte dell’Inps sul Bonus nido.
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L’inchiesta sull’asilo Bianca e Bernie a Ravenna: genitori ascoltati dalla Digos. La titolare replica: «Servizio sempre garantito»