Bollette, costi dell’auto e spese per la casa spingono l’inflazione anche in provincia di Ravenna. A maggio 2026 i prezzi al consumo segnano un aumento del 3,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, un dato sostanzialmente in linea con la media nazionale del 3,2% diffusa dall’Istat, ma dietro al quale si nascondono rincari particolarmente marcati per alcune delle voci che incidono maggiormente sul bilancio delle famiglie. In Romagna l’inflazione si ferma al 2,8% a Forlì mentre Rimini tocca il 3,6%. L’accelerazione dell’inflazione è legata soprattutto ai costi dell’energia. La categoria che comprende abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili passa infatti da variazioni negative registrate nei primi mesi dell’anno a un incremento del 4,4% a maggio. Ancora più evidente il balzo della componente relativa a elettricità, gas e combustibili, che dopo essere rimasta in territorio negativo fino a marzo arriva a segnare un aumento del 6,5%, invertendo completamente la tendenza.
Anche i trasporti contribuiscono in modo significativo alla crescita dei prezzi. Nel confronto con maggio 2025 il comparto registra un aumento del 5,8%, ma a colpire è soprattutto la dinamica dei costi per l’utilizzo dei mezzi privati, che crescono del 11,3%. Nel commento che accompagna i dati nazionali, l’Istat attribuisce proprio all’aumento dei beni energetici e dei servizi legati ai trasporti la principale responsabilità della ripresa dell’inflazione. Una lettura che trova pieno riscontro anche nell’andamento registrato sul territorio ravennate.
Accanto ai rincari dell’energia emergono aumenti che interessano spese fisse difficilmente comprimibili. Gli affitti risultano superiori del 2,1% rispetto a un anno fa, mentre la distribuzione dell’acqua registra un incremento del 1,7%.
Marcata la crescita dei servizi finanziari (+5,1%) e assicurativi (+3,8%) Sul fronte alimentare, invece, si osserva un rallentamento. I prezzi di prodotti alimentari e bevande analcoliche crescono del 2,1%, dopo il +2,9% registrato ad aprile. Una dinamica che si inserisce nel quadro nazionale evidenziato dall’Istat, secondo cui il cosiddetto “carrello della spesa” sta mostrando segnali di raffreddamento pur rimanendo in territorio positivo. Non mancano infine i settori in cui i prezzi continuano a diminuire. Le apparecchiature per l’informazione e la comunicazione registrano un calo del 2,7%, mentre gli elettrodomestici scendono del 4,7%, confermando la tendenza alla riduzione dei prezzi dei beni tecnologici osservata negli ultimi mesi.