RAVENNA. Di fronte all’indagine di Ravenna nei confronti di alcuni medici che svolgono le visite di ingresso al Cpr, la maggioranza di centrosinistra in Regione Emilia-Romagna chiede alla giunta de Pascale di «dare, insieme all’Ausl della Romagna, ogni forma di supporto e assistenza, anche legale, ai sanitari oggetto dell’indagine e di verificare gli eventuali disservizi o disfunzionalità» al reparto di Malattie Infettive dell’ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna, «al fine di approntare le misure necessarie alla loro risoluzione». Questo il dispositivo della risoluzione presentata da Paolo Trande (Avs), Eleonora Proni (Pd), Simona Larghetti (Avs), Paolo Calvano (Pd), Niccolò Bosi (Pd) e Paolo Burani (Avs). Nell’atto si chiede alla Regione di battersi in sede nazionale perché quella visita diventi un «atto di carattere esclusivamente clinico, quale effettivamente è, senza attribuirle valenze autorizzative che non sono proprie della funzione medica». Trande e gli altri firmatari della risoluzione sottolineano inoltre la «gratitudine ai sanitari che quotidianamente prestano la loro opera nell’ambito del Ssr per il prezioso lavoro volto alla difesa della salute di ogni paziente» e ribadiscono «la vicinanza ai medici dell’Unità Operativa di Malattie Infettive dell’ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna, oggi indagati e fatti oggetto di perquisizioni le cui modalità sono parse francamente non consone né proporzionate rispetto al reato ipotizzato».
Il centrosinistra alla Regione: assistenza legale ai medici di Ravenna indagati per le visite di ingresso al Cpr