Mettere in sicurezza il territorio attraversato dal torrente Senio, pesantemente colpito dalle alluvioni del 2023 e 2024, proseguendo nella realizzazione di un sistema di casse di espansione in grado di garantire la tenuta di fronte a portate di acqua ancora superiori a quelle degli anni scorsi.
È il progetto definitivo per la laminazione delle piene nei comuni di Brisighella, Faenza e Riolo Terme, firmato oggi dal presidente della Regione, Michele de Pascale, in qualità di Commissario di Governo per il contrasto al dissesto idrogeologico. L’intervento è finanziato con fondi ministeriali per 10,7 milioni di euro e si inserisce in un percorso avviato da tempo per mettere in campo un sistema in grado di migliorare la gestione delle piene e mitigare sensibilmente il rischio idraulico. A tutela delle comunità che in queste zone abitano e lavorano. L’opera sarà presentata e illustrata in una serie di incontri pubblici nelle prossime settimane.
“Già dopo l’alluvione del maggio 2023 eravamo intervenuti con lavori in somma urgenza per ripristinare il pieno funzionamento idraulico del tratto di corso d’acqua adiacente alle aree di invaso e gestire l’ingresso delle acque nelle aree stesse - sottolinea de Pascale -. Con questo progetto vogliamo andare oltre, aumentando ulteriormente il grado di sicurezza di queste comunità, proseguendo nella realizzazione di un sistema di opere che rappresenta un tassello importante della più ampia strategia regionale per la prevenzione e la riduzione del rischio idrogeologico. La tutela del territorio è una priorità assoluta per la Regione– prosegue il presidente-: con l’approvazione del progetto definitivo aggiornato delle casse di espansione del Senio compiamo un passaggio fondamentale per dare continuità a un’opera strategica e complessa, attesa da tempo e oggi ancora più necessaria alla luce dei cambiamenti climatici e della crescente frequenza di eventi meteorologici estremi”.
Il progetto approvato riguarda, in particolare, i lavori di rimodellamento delle aree destinate alle casse di espansione e prevede la sistemazione delle aree di invaso affinché possano svolgere pienamente la loro funzione di laminazione delle piene, trattenendo temporaneamente parte delle acque durante gli eventi più intensi e contribuendo così a ridurre le portate dirette verso valle. Il completamento delle opere di scavo, il rialzo e rafforzamento degli argini di contenimento e la calibrazione delle soglie di presa e scarico consentiranno di invasare volumi di piena superiori a quelli già oggi invasabili che si stimano in circa 2,5 milioni di metri cubi. Con il secondo stralcio si salirà a circa 3 milioni di metri cubi, con un funzionamento più efficace di quello attuale, sulla base degli approfondimenti geologici e delle modellazioni idrauliche effettuate negli ultimi anni.
Questo secondo appalto comprende lavori per oltre 3,5 milioni di euro, oltre alle somme necessarie per indagini e rilievi, acquisizione delle aree, progettazione, direzione dei lavori, collaudi e altre attività tecniche e amministrative. L’importo complessivo previsto per questa fase è di circa 6 milioni di euro e completa in tal senso l’impegno delle risorse ministeriali stanziate.