RAVENNA - La scuola di musica “Sarti” cambia gestione: finisce l’epoca della Pescarini e inizia quella del binomio formato dalle cooperative La Corelli (sotto la cui egida svolge la propria attività anche l’omonima orchestra) e Rm Servizi. Il valore complessivo della concessione, che resterà valida fino all’agosto del 2030, ammonta a 1.225.000 euro. Quella del raggruppamento temporaneo d’impresa che si è aggiudicato la gestione della “Sarti” (e anche della scuola di disegno “Minardi”, da alcuni anni accorpata all’istituto comunale) era l’unica offerta pervenuta nell’ambito della procedura negoziata aperta in primavera da Palazzo Manfredi.
Faenza, cambia gestione la scuola di musica “Sarti”
«Siamo orgogliosi e soddisfatti di quanto fatto in questi anni - commenta il sindaco Massimo Isola - ma, come in ogni progetto, è sempre importante saper confrontarsi con nuovi soggetti e prospettive. In questo caso i nostri interlocutori hanno saputo costruire un progetto credibile e sostenibile. Cambierà la gestione, ma non la sostanza: i corsi istituiti nel tempo, una trentina, resteranno tutti, e questo era per noi un aspetto vincolante, perché potremo mantenere l’impianto storico. E si manterrà anche l’attività concertistica in città, confermando quindi la funzione pubblica della Sarti. Ci siamo già incontrati con i nuovi gestori, e presto seguiranno altri tavoli, nei quali parleremo di nuovi percorsi e proposte per il futuro». Intanto, sono partite le iscrizioni ai corsi del 2025/2026: «La risposta è molto positiva - spiega il primo cittadino -. Abbiamo già registrato l’adesione di circa 200 persone».
Uno degli aspetti più delicati, con il passaggio di consegne, è quello che riguarda il futuro occupazionale dei docenti: la nuova gestione avrebbe già fornito rassicurazioni in tal senso rispondendo alle perplessità sollevate da alcuni diretti interessati nell’ultimo periodo. Insomma, gli stipendi non dovrebbero subire una contrazione: in questo senso, la stessa stazione appaltante ha fornito direttive chiare sul contratto collettivo da applicare, con la facoltà per la nuova direzione di individuare una forma alternativa «purché garantisca ai dipendenti le stesse tutele»