Dopo il blitz antidroga agli Speyer, a Ravenna lo spaccio torna nella zona dantesca

Ravenna
  • 23 marzo 2026

Le vecchie abitudini sono dure a morire. E così, “bruciata” una piazza - quella del quadrilatero tra la stazione ferroviaria e i giardini Speyer - lo spaccio di droga si sposta in un’altra. O meglio, si riaffaccia in centro, tra la tomba di Dante e piazza San Francesco. Tra le scolaresche in fila alla casa di Dante e la scalinata che porta in piazza San Francesco, da giorni spuntano visitatori che prediligono i cespugli ai monumenti. Non bisogna essere detective per riconoscerli. Bastano alcuni minuti di osservazione e un poco di discrezione.

Quello che si riscontra negli ultimi giorni è forse un effetto collaterale della stretta data a febbraio dalla Questura al fenomeno dello spaccio di stupefacenti nel quartiere che da anni lamentava misure più vigorose per reprimere episodi di microcriminalità. E infatti, tra il 24 e il 25 febbraio l’indagine dalla Squadra mobile ribattezzata “Smoke corner” ha segnato un punto di svolta a un’indagine durata tre mesi e coordinata dal pm Lucrezia Ciriello, eseguendo arresti in differita nei confronti di 14 stranieri. Alcuni di questi, nel frattempo tornati in libertà, sono stati nuovamente arrestati nei giorni scorsi. è il caso di un 19enne tunisino, irregolare e ormai noto alle forze dell’ordine, che giovedì pomeriggio è finito in carcere su ordinanza del giudice per le indagini preliminari, che ha aggravato la misura del divieto di dimora, ripetutamente violato dal giovane. Il ragazzo è stato individuato e arrestato in piazzale Farini dalla sezione Antidroga e portato in carcere. Oltre a questo è stato denunciato per inottemperanza al Daspo urbano.

I controlli interforze, culminate con il blitz del mese scorso con 50 uomini in divisa e in borghese coordinati da un elicottero della polizia di Stato, hanno il chiaro fine di segnare un netto cambio di rotta, pur senza la pretesa di cancellare del tutto il fenomeno. Lo aveva detto il questore, Giampaolo Patruno: «Non abbiamo debellato il problema, ma abbiamo dato una risposta importante e immediata». A suo modo, il mercato della droga al dettaglio ha già adottato una contromisura silenziosa traslocando nella Zona del Silenzio. Senza necessariamente andare indietro di molti anni è sufficiente rivangare i ricordi di una Ravenna degli anni Novanta o degli anni Zero, prima della recinzione ai chiostri Francescani, dell’apertura dell’Urp e del bar sotto il porticato. E non è escluso che proprio qui si spostino le pattuglie, affatto intenzionate ad allentare il giro di vite.

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