De Pascale boccia la manovra: “Questo è l’unico Governo al mondo che non capisce come funziona la sanità”

Ravenna
  • 29 ottobre 2026

Il presidente dell’Emilia-Romagna, Michele De Pascale, boccia ancora una volta la manovra del Governo. In Finanziaria ci sono solo “interventi spot senza visione, solo bonus”, accusa il governatore, arrabbiato in particolare per la quota di risorse destinata alla sanità. “Nell’ultima manovra non c’è alcun aumento del finanziamento al Servizio sanitario nazionale, ma solo tagli - attacca De Pascale - avevamo chiesto, insieme a tutti i presidenti di Regione e al ministro Schillaci, di adeguare lo stanziamento e invece ci sarà un taglio enorme. Non c’è nemmeno la copertura dei costi dell’inflazione, per non dire dell’impennata dei costi energetici e le maxi bollette che pesano su ospedali e strutture sanitarie”. Al contrario, contesta ancora il presidente dell’Emilia-Romagna, “si sono trovate le risorse per un variopinto elenco di microbonus, compreso il pericolosissimo precedente del bonus di 300 euro per la sanità privata. Ma si dà l’ennesimo grave colpo alla sanità pubblica”.

De Pascale ricorda: “Avevamo chiesto, insieme a tutti i presidenti di Regione, di cui 15 sono di centrodestra, e al ministro Schillaci di adeguare il finanziamento per il servizio sanitario pubblico. Ci viene risposto che è aumentato il finanziamento assoluto, ma questo è l’unico Governo del mondo che continua a non capire come funziona la sanità”.

Spiega il presidente: “Se si rinnova, doverosamente, il contratto dei medici o degli infermieri, è ovvio che aumenti in valore assoluto, ma non sta aumentando il potere d’acquisto del servizio sanitario”. Allo stesso modo per i farmaci innovativi, cioè “quelli che salvano la vita alle persone”, sottolinea De Pascale: se “costano di più ma non viene adeguata la spesa sanitaria a quella cifra, in realtà si sta tagliando. Questo l’hanno detto tutte le Regioni all’unanimità”. L’auspicio del presidente dell’Emilia-Romagna è dunque che “Governo e Parlamento ci ascoltino, così come non cada nel vuoto l’appello lanciato solo ieri dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, affinché venga garantito il diritto universale alla salute a tutte e tutti i cittadini”.

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