“Vorremmo proprio che dall’emergenza che ha colpito l’Emilia-Romagna nascesse una strada nuova”. Così il presidente dell’Emilia-Romagna Michele de Pascale, facendo il punto della ricostruzione post alluvione al convegno tenuto oggi in Regione alla presenza anche di esponenti del Governo e del commissario Fabrizio Curcio. Questo, prosegue de Pascale, “noi lo abbiamo fatto raddoppiando le risorse regionali per la manutenzione. Il governo ha fatto questo primo stanziamento”, quello da un miliardo sulla prevenzione. Ma nelle prossime emergenze servirà anche un “supporto molto più forte agli enti locali. Noi- ricorda il governatore Pd- ci siamo trovati con Comuni che avevano più frane che abitanti, a cui sono state anche assegnate decine di milioni di euro di risorse per rimettere a posto la viabilità comunale, ma che non hanno nessuna possibilità di farcela da soli. Quindi lo Stato ha attivato delle sue agenzie nazionali, in alcuni casi le cose hanno funzionato, in altri casi all’inizio sono partite con grande rilento”.
La Regione da parte sua ha riorganizzato la sua agenzia di Protezione Civile, perchè la “verità- sottolinea de Pascale- è che sia a livello regionale che a livello nazionale servono strutture amministrative pronte a intervenire a supporto di Enti locali e Comuni davanti alle emergenze. Uno dei grandi limiti della ricostruzione dell’Emilia-Romagna è stato quello che è stato tutto appoggiato sulle spalle dei Comuni, anche di quelli più piccoli, che in nessun modo potevano far fronte a questi enormi investimenti”. E lo Stato, afferma ancora il presidente, “è arrivato con queste agenzie tardi, la Regione comunque aveva la necessità di fare i lavori sui fiumi e quindi ha dovuto dare priorità alle proprie attività. Questa tragedia che si è verificata ci deve insegnare anche a ragionare per il futuro”