Cocaina, blitz davanti allo stadio di Ravenna. Nella Bmw 13,6 chili per 341mila euro

Dodici panetti di cocaina nascosti in un’auto modificata ad hoc. Lo scambio, pianificato all’alba, in piena città, dove meno ci si potrebbe aspettare una tappa dei corrieri della droga: il quadrilatero dello stadio, tra via Cassino e piazza Sighinolfi, peraltro a un passo dalla questura. Qui, martedì mattina, sono entrati in azione i militari della Guardia di Finanza di Brescia, che hanno arrestato Mond Kallacaku ed Elton Shehi, albanesi entrambi e rispettivamente di 60 e 51 anni, il primo senza fissa dimora, il secondo invece residente a Ravenna.

Un nome noto alle cronache ravennati, quello di Shehi. Pluripregiudicato per reati in materia di stupefacenti, portava con sé uno zaino con 10.200 euro in contanti, pronto - secondo gli inquirenti - a saldare parte della partita di droga trasportata dal connazionale. Non sapeva di certo che la Bmw X5 con targa polacca condotta da Kallacaku e giunta in via Cassino aveva portato a Ravenna anche gli investigatori delle Fiamme gialle bresciane, che stavano seguendo da tempo le orme del trafficante nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia. Le pattuglie hanno atteso che la conversazione tra i due giungesse al termine: una pazienza ripagata qualche istante dopo, quando l’auto si è spostata nella piazza del mercato. Raggiunto da Shehi, il 60enne ha azionato il congegno elettronico sotto il sedile. Vederlo abbassarsi, chiaramente per recuperare parte della merce, è stato il segnale. Un blitz fulmineo ha interrotto la consegna, portando all’immediato arresto del corriere. L’acquirente ha provato invece a dileguarsi saltando il muro di cinta di una proprietà privata adiacente, venendo tuttavia bloccato dagli investigatori.

A quel punto il “forziere” nascosto era ormai svelato: un congegno elettrico azionato dal guidatore mostrava un doppio fondo occultato sotto il sedile del conducente. All’interno c’era spazio per 12 panetti, risultati poi essere cocaina al narcotest per un peso lordo complessivo di 13,66 chilogrammi. Oltre ai contanti recuperati dal borsello all’interno dello zaino del 51enne, nella successiva perquisizione domiciliare in via Marzabotto, i finanzieri hanno rinvenuto altri 1.280 euro custoditi all’interno di una scatola nell’armadio della camera da letto.

Oltre all’arresto per trasporto e compravendita di stupefacenti, il sostituto procuratore Raffaele Belvederi ha anche contestato l’aggravante del quantitativo ingente, circostanza confermata anche dal giudice per le indagini preliminari Janos Barlotti al termine dell’udienza di convalida. Se Kallacaku, assistito dall’avvocato Giovanna La Mela, si è avvalso della facoltà di non rispondere, Shehi, tutelato dagli avvocati Carlo Benini e Francesca Gabriele, ha risposto alle domande prendendo le distanze dall’intera partita di droga, e sostenendo di avere avuto intenzione invece di riceverne un chilo, inviatogli a suo dire da un ulteriore e non meglio precisato connazionale che gli doveva dei soldi. Con i contanti che aveva nel borsello avrebbe dovuto compensare la differenza restante per raggiungere il valore del panetto.

A tratteggiare in maniera più verosimile lo scenario è stato però il gip, descrivendo l’incontro tra due individui «ben inseriti nell’ambiente del narcotraffico». A fronte del rischio di reiterazione, il magistrato ha ritenuto inevitabile il carcere, disponendo anche il sequestro preventivo del denaro e dell’auto con tutti i panetti di polvere bianca. Il valore? Presto fatta una stima, calcolando un prezzo di 25mila euro al chilo: martedì mattina, nelle strade di Ravenna, stavano passando oltre 341mila euro di droga.

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