CERVIA - Servirà una Valutazione di impatto ambientale (Via) per l’insediamento di Montaletto, contestato dai cittadini della frazione. Lo ha deciso la Regione che, il 19 febbraio scorso, si è pronunciata in quello che è il primo passaggio dell’iter amministrativo per il sito di recupero inerti. Il 30 settembre scorso il progetto era stato depositato per la “verifica di assoggettabilità alla Via”. Si tratta di una valutazione preliminare del progetto, al termine della quale la Regione decreta se sia necessario un ulteriore approfondimento – la Valutazione di impatto ambientale, appunto – o se sia sufficiente, per l’autorizzazione dell’insediamento, quanto presentato in quella fase.
Quella che è stata definita impropriamente come “discarica” è invece un impianto di recupero di rifiuti da costruzione e demolizione, con una potenzialità di 100mila tonnellate annue, che dovrebbe sorgere in via del Commercio. L’area in oggetto è di poco superiore ai seimila metri quadri. I prodotti ottenuti da questo impianto saranno in parte utilizzati dalle aziende che appartengono allo stesso gruppo societario del proponente e in parte commercializzati a terzi.
La Regione rileva che «dal punto di vista progettuale, lo scenario proposto presenta criticità dimensionali delle aree individuate per la gestione dei rifiuti in impianto rispetto ai quantitativi dichiarati». Più nel dettaglio, le aree di stoccaggio «sembrerebbero fortemente sottodimensionate rispetto alla capacità istantanea dichiarata dal proponente», pari a 10mila tonnellate. Pertanto «rimangono delle perplessità relativamente alla possibilità di una corretta gestione del quantitativo, anche in relazione all’altezza dei cumuli, che non consente un avallo del progetto in mancanza di ulteriori approfondimenti».
La Regione vuole anche approfondire il tema del pericolo alluvionale, anche alla luce dei futuri assetti derivanti dagli strumenti urbanistici. Serve – scrive la Regione – un approfondimento «teso a una progettualità che tenga conto dell’evoluzione della pianificazione del Distretto idrografico e delle relative conseguenze normativo-procedurali».
C’è poi il tema, sollevato dai cittadini e anche dal Partito Democratico nei giorni scorsi, di un secondo impianto già autorizzato in un sito poco distante. Si legge nel documento di screening: «È inevitabile che vi sia una sovrapposizione degli impatti generati dall’attività di entrambi gli impianti, sia in fase di cantiere sia di esercizio», determinando «nel complesso un impatto significativo, in particolare per le matrici emissioni polverulente e acustiche, traffico e viabilità». Una situazione di «criticità» che «andrebbe maggiormente indagata». Stesso discorso per l’impatto dell’impianto sul traffico, stimato in più di 100 transiti giornalieri.
Tutti aspetti che ora potranno essere approfonditi e valutati nella futura procedura di Via, nella quale il proponente dovrà fornire la propria documentazione e durante la quale i cittadini potranno presentare ulteriori osservazioni.