BOLOGNA. La Regione Emilia-Romagna confida di mettere finalmente in sicurezza la valle del Senio, colpita nuovamente dalle forti piogge dello scorso Natale. Col miliardo messo a disposizione dal Governo, assicura la sottosegretaria alla presidenza della Regione Manuela Rontini, “andremo ad individuare gli interventi prioritari da completare o da attuare nella loro interezza, e tra questi c’è certamente il completamento finale definitivo del sistema di casse di Tebano che giace incompiuto a seguito di ricorsi al Tar, a difetti di chi gestiva l’attività estrattiva e al finanziamento a singhiozzo in questi anni. Ora abbiamo un quadro normativo pianificatorio e anche di risorse diverso e quindi a noi la responsabilità di portare a compimento quel sistema che mette in sicurezza l’intera vallata del fiume Senio”.
Rontini ha risposto stamane in aula ai consiglieri del centrodestra sullo stato delle casse di espansione nella zona di Castel Bolognese. “La piena è transitata all’idrometro di Castel Bolognese, con livello idrometrico inferiore alla soglia critica, ossia la soglia 3 rossa”, ha spiegato. Tuttavia, “a causa della particolare forma della piena verificatasi e dell’attuale stato dell’alveo nel tratto intermedio, in corrispondenza dell’abitato di Cotignola, il livello di piena ha superato significativamente la soglia 3, pur restando contenuto entro gli argini. Tale situazione deve essere attentamente valutata, per comprendere se il funzionamento è stato corretto o se deve essere adottato qualche correttivo e per garantire che le casse possano funzionare in modo più efficiente. A tal fine sono pertanto state avviate ulteriori analisi sull’evento di piena occorso a Natale”.
Per Marco Mastacchi di Rete civica il “rischio è che dopo vent’anni il problema si risolva dopo altre non so quante alluvioni”. E comunque, aggiunge, “sapere che ci sono delle opere realizzate che non funzionano correttamente per una serie di ragioni non è molto rassicurante”. “Finalmente ci si è resi conto che la cassa di espansione di monte non funziona”, gli fa eco Alberto Ferrero di Fdi. “Nel momento in cui si devono emettere ordini di evacuazione per metà provincia di Ravenna- sottolinea il meloniano- vuol dire vuol dire che l’attuale configurazione non è funzionante”.