Carburante dalla CO2: progetto al via da Ravenna

Ravenna
  • 10 maggio 2026

La sfida di catturare anidride carbonica per trasformarla in carburante compie un altro importante passo verso la realizzazione.

Il progetto, nato nel 2014 dall’intuizione di un team di accademici con base nella facoltà di Scienze ambientali di Ravenna, è alle fasi decisive e nel giro di qualche settimana entrerà in funzione il primo prototipo, denominato e-jungle e delle dimensioni corrispondenti a quelle di un container.

Proprio a Ravenna, le prime molecole di CO2 saranno catturate per essere poi utilizzate per ottenere alcol isopropilico.

A perseguire il sogno di produrre materie prime rinnovabili dalla tanto temuta anidride carbonica è la startup ravennate RapCO2, con sede in via Magazzini Posteriori a pochi passi dall’Almagià, che sta collezionando riconoscimenti in patria e all’estero.

Il mondo ci guarda

Se nello scorso autunno ha conquistato il primo premio e la menzione speciale green-blue della Start-Cup Emilia Romagna, pochi giorni fa ha ottenuto un importante riconoscimento a Colonia, in Germania, aggiudicandosi il premio “Best CO2 Utilisation 2026” alla conferenza internazionale “CO2-based Fuels and Chemicals Conference”.

«È come se Davide avesse vinto contro Golia» commenta con grande soddisfazione Cristian Torri, una delle anime del progetto e professore associato del Dipartimento di Chimica “Giacomo Ciamician” dell’Università di Bologna e attivo prevalentemente ai Laboratori “R. Sartori” di Ravenna. «Abbiamo deciso di partecipare al challenge in Germania, misurandoci per la prima volta in un contesto spiccatamente internazionale in concorrenza con startup molto più mature e ricche della nostra - racconta Torri -. Dapprima siamo stati selezionati tra i sei progetti finalisti, poi è arrivata la vittoria. Si tratta di un riconoscimento che per noi assume particolare rilevanza anche perché è stato assegnato da una platea di tecnici, imprese tecnologiche e del mondo economico. L’esposizione, a cura di Andrea Facchin, è durata in tutto 10 minuti, dopodichè c’è stata una sessione di domande e risposte. Siamo usciti da un contesto prevalentemente regionale e italiano, per misurarci con realtà che ragionano in termini ambiziosi e senza limiti geografici. Ci fa particolarmente piacere perché abbiamo convinto i nostri interlocutori, che operano con paradigmi tecnologici molto diversi dal nostro; hanno compreso le potenzialità di un nuovo processo che, rompendo le barriere tra biologia e chimica, rende per la prima volta l’utilizzo della CO2 economicamente fattibile».

Brevetto universitario

Il progetto ha sede a Ravenna perché l’idea è nata e cresciuta all’interno del campus (il brevetto di proprietà dell’università di Bologna è stato depositato nel 2025 ndr). Il territorio offre, inoltre, anche un’opportunità unica, ospitando un vivace scalo marittimo di natura commerciale: «L’Unione Europea sta varando nuove norme che prevedono l’introduzione di nuovi carburanti ottenuti da fonti rinnovabili per la circolazione navale – spiega Torri -. L’alcol isopropilico, ottenuto dalla CO2, potrebbe rappresentare una svolta e noi vogliamo farci trovare pronti per il 2030 quando è probabile che entreranno in vigore le nuove direttive europee. Nelle prossime settimane entrerà in funzione il prototipo che inizialmente catturerà un chilo di CO2 al giorno, dal quale si ricaverà circa mezzo litro di alcol».

Caccia di fondi

I founder della startup sono a caccia dei fondi necessari per realizzare il primo impianto industriale: «C’è molto interesse verso la nostra proposta e il premio vinto a Colonia ci ha dato ulteriore spinta. Siamo fiduciosi e l’obiettivo è realizzare il primo impianto industriale entro 36 mesi. Serve una superficie di 200 metri quadrati per l’impianto che vorremmo fosse circondato da un grande parco fotovoltaico in grado di alimentarlo, letteralmente, con la luce del sole. Anche in questo caso, il nostro obiettivo è realizzare l’impianto a Ravenna, magari riqualificando un’area in disuso».

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