Bimbo rischia di annegare a Porto Corsini. Infermiera fuori servizio lo salva

Ravenna
  • 22 giugno 2026

Tragedia sfiorata ieri pomeriggio in spiaggia a Porto Corsini, dove un bambino di circa 3 anni ha rischiato di annegare. Lo ha salvato un’infermiera bolognese, Serena Opipari, 32 anni e con un’esperienza decennale al Sant’Orsola, dove attualmente è in servizio nel reparto di Terapia intensiva. Si trovava nella spiaggia libera vicina al bagno Mara Waikiki quando le grida dalla battigia hanno richiamato la sua attenzione. Accorsa verso il bambino adagiato a terra, lo ha rianimato guadagnando minuti preziosi in attesa dell’arrivo dei soccorritori del 118, ai quali ha poi ceduto il posto accompagnata da uno scroscio di applausi da parte di chi stava assistendo alla scena con il cuore in gola.

L’episodio si è verificato intorno alle 15.30. Serena - raggiunta al telefono - racconta gli istanti dell’intervento, il primo da operatrice sanitaria fuori servizio. «Stavamo per andarcene quando ho sentito urlare “aiuto” e la gente in spiaggia allarmata. C’era un signore che stava uscendo dall’acqua con un bambino in braccio». Serena si è subito avvicinata per controllare. Il bimbo era stato adagiato sulla sabbia. «Era incosciente, viola e in arresto cardiaco, non respirava». La 32enne ha immediatamente messo in pratica le operazioni di rianimazione. «Cinque minuti di massaggio cardiaco - spiega - poi lo abbiamo messo su un fianco e ha iniziato a vomitare acqua, riprendendo a respirare. Aveva i polmoni pieni». Il piccolo è rimasto privo di sensi ancora svariati istanti prima di riaprire gli occhi. Fino a quel momento col fiato sospeso, tutta la spiaggia si è lasciata andare in un applauso, mentre arrivava l’ambulanza con il personale medico che ha proseguito l’intervento per poi caricare il paziente a bordo e portarlo in ospedale.

Sentendo i presenti, pare che il bambino non fosse con i genitori, ma con altre persone, forse amici dei familiari o parenti. Da quanto trapelato dai racconti raccolti a caldo nel tratto di spiaggia libera, sembra che lo stessero cercando da svariati minuti quando lo hanno soccorso in acqua per portarlo a riva, dove per puro caso c’era un angelo custode a cui, probabilmente, il piccolo deve la vita.

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui