Armi da Ravenna, udienza al Consiglio di Stato, aumentano gli aderenti al presidio

Ravenna
  • 07 ottobre 2026

RAVENNA. Si allarga la compagine degli aderenti al presidio di domani a Ravenna “contro traffici di armi, guerre e militarizzazione del porto” che si svolgerà in concomitanza con l’udienza al Consiglio di Stato sull’appello dell’Agenzia delle Dogane contro la sentenza del Tar Emilia-Romagna, che ha riconosciuto alla giornalista Linda Maggiori il diritto di accedere ai dati sui materiali d’armamento partiti o transitati dallo scalo ravennate nel 2025. Anche l’Usb Emilia-Romagna oggi annuncia la sua presenza alla manifestazione indetta dal Coordinamento popolare contro i traffici di armi nel porto di Ravenna, prevista alle 18 in Piazza del Popolo, assieme alla stessa Maggiori e agli attivisti. Usb spiega di essersi costituita “ad adiuvandum” nel procedimento “perché questa vicenda riguarda direttamente chi in porto lavora: sono le lavoratrici e i lavoratori portuali a movimentare quei carichi, ed è loro diritto sapere cosa passa per le loro mani e dove è diretto”. Non solo, ma per il sindacato “è una battaglia che riguarda anche la cittadinanza, che non può essere coinvolta, neppure indirettamente, in operazioni legate a guerre, escalation belliche e violazioni dei diritti umani”. Nella memoria depositata dall’Avvocatura dello Stato si parla di un’Italia coinvolta in una “guerra mondiale, a pezzi ed ibrida” e della “rilevanza militare” del porto di Ravenna, ricorda poi Usb. Ma “Ravenna è e deve restare un porto civile e commerciale. La legge 185/1990 vieta l’esportazione e il transito di armamenti verso paesi in guerra o responsabili di gravi violazioni dei diritti umani; senza trasparenza sui dati, nessuno può verificare che questa legge venga rispettata”, rimarca ancora il sindacato di base. L’8 ottobre, conclude è “una tappa verso il 30 ottobre, giornata internazionale di sciopero e mobilitazione dei porti contro guerra, economia di guerra e militarizzazione”.

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