RAVENNA. I sindaci della provincia di Ravenna si ribellano contro l’operato della Commissione parlamentare di inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico, oggi in visita in alcuni Comuni colpiti dall’alluvione. In particolare per le modalità di preavviso e operative del sopralluogo che “ne hanno svilito funzione e postura istituzionale”. I primi cittadini si aspettavano infatti “condivisione e non autoreferenzialità almeno su modalità, sedi e soggetti da audire”. Invece gli amministratori sono stati convocati da esercenti locali e non in sede istituzionale. Non si capisce inoltre se si tratti di “una formale audizione o di un mero sopralluogo tecnico” dato che “non risulta coinvolta la Regione”. Ancora, l’invito a partecipare è stato esteso “solo a un consigliere regionale senza il coinvolgimento degli altri pur espressi dai territori alluvionati”. E sono stati invitati “alcuni soggetti privi di qualsiasi rappresentanza istituzionale, con una pacifica ingerenza con la campagna elettorale in corso”. Anche i comitati di alluvionati sono stati convocati “in modo arbitrario”, escludendo i più rappresentativi. Infine, in piena allerta arancione, gli amministratori sono stati invitati “in modo scomposto e tardivo a recarsi a Forlì per un incontro in sede prefettizia”. Tutto ciò, tirano le somme i sindaci ravennati, “rappresenta un grave sgarbo istituzionale, che non ci pare orientato né ad approfondire la conoscenza del territorio né ad appurare la verità rispetto ai tragici momenti accaduti nel 2023 e 2024 ma bensì a una predeterminata azione politica”. La commissione deve dunque “chiarire le proprie modalità di intervento”.
Alluvione, i sindaci ravennati contro la commissione parlamentare: “Grave sgarbo istituzionale”