Ravenna vuole una mobilità inclusiva: servono più autobus

Il focus sulla “mobilità inclusiva” organizzato dal Comune in vista del Pums è uno dei più importanti per rendere agevole a tutti, disabili e non, la possibilità di muoversi in città. Il tema si intreccia in maniera importante con il trasporto pubblico locale e buona parte delle azioni individuate per una città inclusiva sono individuate proprio in quell’ambito.

Ad esempio è stato messo in evidenza come i servizi di trasporto pubblico spesso non coprano alcune finestre temporali critiche come il fine settimana e gli orali serali. Molti soggetti con disabilità spesso non dispongono di un’alternativa concreta per gli spostamenti, e quindi non hanno la possibilità di accedere ai luoghi di cultura e divertimento presenti nel Comune. Inoltre ci sono alcune zone di Ravenna meno servite di altre. Un problema presente in città e particolarmente pressante nel forese, dove la scarsità di linee limita fortemente le possibilità di muoversi dei residenti.

Naturalmente ci sono anche le questioni legate alla mobilità pedonale: in questo senso, sono stati menzionati i problemi che alcuni tipi di pavimentazione causano agli utenti più fragili, come ad esempio il cambio di assetto della camminata. Più in generale è emersa, a Ravenna come in tutta Italia, la limitata diffusione di specifici manuali di progettazione inclusiva e la scarsa sensibilizzazione di alcuni tecnici comunali e degli enti di riferimento.

Difficile però è comunicare questi problemi: secondo quanto emerso durante il focus group, gli interventi in questo senso sono poco sentiti dalle persone senza disabilità. Per questo, è il suggerimento, si devono cercare di integrare questi interventi in un’ottica più globale. «Ad esempio – si legge nel rapporto –, se gli interventi di riqualificazione del trasporto pubblico non fossero rivolti alle sole persone con disabilità ma a tutti, tra i beneficiari delle suddette azioni ci sarebbero comunque anche le persone con disabilità».

Più facile a dirsi che a farsi, forse, ma un modo potrebbe esserci: «Per cambiare il paradigma del trasporto all’interno della città. occorrerebbe prendere decisioni importanti per quanto riguarda la sosta in alcune aree del centro e la circolazione dei veicoli più inquinanti. Così facendo crescerebbero la domanda e l’offerta di alcuni servizi, e ne gioverebbero anche gli utenti vulnerabili». In altre parole, se il centro fosse chiuso alle auto, un trasporto pubblico più efficiente diventerebbe un interesse di tutti.

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