Ravenna, vuole le figlie e chiama il 112, ma è ubriaco e lo arrestano

Quando gli hanno tolto la figlia dalle braccia ha perso la testa. E forse anche l’alcol ha giocato la sua parte nell’arresto di un portuale 32enne residente a Ravenna da parte dei carabinieri di via Alberoni; militari che lui stesso aveva chiamato mercoledì pomeriggio a Ravenna, per denunciare il fatto che l’ex compagna – a suo dire – non stesse rispettando gli accordi presi per l’affido congiunto delle due figlie.
Ma per ricostruire la vicenda bisogna partire proprio dalle ragioni che hanno spinto la donna a negare le bambine all’ex compagno. Mercoledì, come prestabilito, il genitore sarebbe dovuto passare a prenderle e portarle a casa propria. Tuttavia, al suo arrivo, non è sfuggito alla madre il fatto che l’uomo avesse bevuto. Qualcosa di più di un bicchierino; le sue condizioni hanno preoccupato la donna al punto da rifiutarsi di concedere come di consueto le figlie al loro padre. E’ stato a quel punto che l’uomo ha deciso di chiamare i carabinieri.
Sul posto è giunta una pattuglia dei militari della Stazione di via Alberoni, che sentite le ragioni di entrambi i genitori, si sono a loro volta resi conto che il padre era brillo, constatando che le ragioni della preoccupazione della madre erano fondate. In quel frangente, forse per tentare di stemperare la tensione di fronte a una delle due figlie, il 32enne ha preso in braccio la bambina e ha attraversato la strada, dirigendosi verso un campo al lato della carreggiata. E’ stata una mossa che ha preoccupato i militari, anche perché stando a quanto rilevato, l’uomo era visibilmente alterato dall’alcol. Lo hanno seguito e avvicinandosi a lui, gli hanno tolto la bambina per riaffidarla alle braccia della madre. E’ stata una scelta che ha fatto andare l’uomo su tutte le furie, portandolo a spintonare i militari.
Arrestato per resistenza, è comparso ieri mattina davanti al giudice Antonella Guidomei, che come chiesto dal vice procuratore onorario Claudia Lapazi, ha convalidato l’arresto. Difeso dall’avvocato Claudio Cicognani, il 32 enne è stato rimesso in libertà con obbligo di firma tre volte a settimana. Dopo la richiesta dei termini a difesa da parte del legale, il processo è stato rinviato a fine giugno.

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