Ravenna, la vita ai tempi del Coronavirus

RAVENNA. Non c’è solo la psicosi, gli allarmi ingiustificati, i comportamenti illogici, gli assalti ai supermercati, i fanatici del disinfettante fatto in casa, i ravennati reagiscono all’emergenza con giudizio e cercano di rendere normali giornate che non lo sono. Una situazione mai vista, con un un futuro un po’ incerto, ma soprattutto un presente tutto da ripensare per le famiglie alle prese con figli piccoli da gestire e scuole di ogni ordine e grado chiuse per l’intera settimana, con l’eventualità di proroghe. Storie ordinarie di resistenza all’imponderabile, all’imprevedibile, all’inedito anche per i manager alle prese con le strette regole di un mercato scosso dall’emergenza Coronavirus tra la Cina e l’Italia e l’Europa; e poi ancora dipendenti di aziende che passano alla modalità di lavoro da casa, lo smart working da tanti immaginato e ora sempre più necessario. Senza dimenticare il preside del liceo scientifico Oriani, Gianluca Dradi che, come raccontato ieri al Corriere, non lascia soli i propri studenti e appronta una serie di attività didattiche tramite una piattaforma digitale per l’intera settimana.

Tra i settori più esposti quello dei servizi per il turismo vede un giovane operatore, titolare di un’agenzia viaggi alle prese con la mutevolezza delle giornate che presentano ogni giorno nuovi casi di contagio specie nel nord Italia. Allora anche la programmazione diventa difficile sperando nella primavera che scaccia normalmente ogni malanno invernale. Orfani degli ingorghi mattutini nell’orario di ingresso e uscita degli studenti delle scuole, i ravennati si ritrovano le strade di maggiore percorrenza libere, il centro storico silenzioso, il ritmo cittadino rallentato, con pochi turisti che si avvicinano ai monumenti, in molta parte chiusi. Niente cinema, teatri, musei, gare sportive, campionati, poche palestre e solo per allenamenti. Il Carnevale se ne va senza feste e celebrazioni, rimangono le Ceneri senza le celebrazioni religiose. Le sagre di marzo che preannunciano la primavera sono in forse così come tornei, momenti ludici, manifestazioni e non è detto che anche l’8 marzo si spenga soffocato dalle restrizioni imposte dalla Regione e dal ministero della Sanità per contenere il contagio da Coronavirus. Resta la voglia di superare ogni avversità e di ritrovare la vita di sempre.

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