Ravenna, il virus arriva in tribunale. Contagiata dipendente, tecnico in quarantena

Ravenna, il virus arriva in tribunale. Contagiata dipendente, tecnico in quarantena
L'ingresso del tribunale (foto Massimo Fiorentini)

RAVENNA. Uno fra i casi risultati positivi al Coronavirus già annunciati nel fine settimana dalla Regione riguarda una donna che lavora in tribunale a Ravenna. Sarebbe stata contagiata dal marito, che a sua volta avrebbe contratto il virus della Covid-19 fuori provincia. Per questa ragione le indagini epidemiologiche avviate dal dipartimento di Igiene pubblica hanno interessato la cerchia di contatti della donna, e comprensibilmente anche il terzo piano del palazzo di giustizia, dove la dipendente ricopre incarichi di tipo amministrativo. Dagli accertamenti condotti dal personale sanitario, valutando i tempi di contatto diretto e ravvicinato tra la dipendente (positiva ma asintomatica) e i colleghi, sono stati esclusi altri contagi, pur ritenendo opportuno in via precauzionale disporre la quarantena per un operatore tecnico. Per i prossimi 14 giorni dovrà rimanere a casa e controllare la temperatura due volte al giorno, comunicando puntualmente con l’Ausl. Solo in caso di sintomi sarà sottoposto a tampone.

Situazione sotto controllo
Al momento, come già previsto dal Governo su tutto il territorio nazionale, le udienze sono sospese fino al 23 marzo. Ma già a partire dalla seconda metà di febbraio sia il tribunale che la Procura hanno deciso di adottare misure preventive per ridurre al minimo i contatti fra personale, avvocati e pubblico. Disposizioni grazie alle quali la situazione risulta ora sotto controllo, nonostante il caso interno emerso in questi giorni. Gli uffici dunque sono ancora operativi e già dalle scorse settimane sono stati adottati ove possibile – come raccomandato in via generale per tutti i settori lavorativi – sistemi tecnologici di smart working, a partire dalle videoconferenze. La consapevolezza del pericolo attuale e della necessità di limitare il contagio per non gravare su un sistema sanitario a rischio collasso è forte, al pari dell’impegno per garantire il funzionamento della giustizia.

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