Ravenna, via libera della Provincia al progetto Ex Amga

RAVENNA La Provincia ha dato il via libera al progetto di riqualficazione dell’ex Amga. Nei giorni scorsi l’ente di piazza Caduti ha raccolto le osservazioni, soprattutto legate ad indagini geologiche nel sito del comparto che si trova in centro storico, e non ha formulato riserve sul progetto. Va così avanti l’iter progettuale per la riqualificazione: ora il prossimo passaggio è l’approvazione definitiva del progetto nella giunta comunale.

L’area che si trova fra Rocca Brancaleone e Porta Sterrata, ha un’estensione di circa 10.000 mq (poco più di un campo da calcio), ed è stata per molti anni sede di attività  industriali ed economico-produttive, a partire dall’insediamento della Fabbrica del Gas nel 1863 per poi essere occupata dall’azienda municipalizzata gas acqua, appunto l’ex Amga fino alla sua dismissione. La bonifica è stata fatta un decennio fa e infatti è da tempo che si parla di recuperare questo comparto.  

Gli obiettivi principali del piano di recupero consistono nella riqualificazione dell’area storicamente destinata ad officina del gas, nella valorizzazione dell’edificio di archeologia industriale, del tracciato delle mura storiche e dei ritrovamenti archeologici, nella definizione del margine ovest del comparto, e nell’attuazione dell’area commerciale localizzata nella parte nord del comparto. In merito all’ultimo obiettivo, è prevista la creazione, nella copertura dell’edificio commerciale di un ampio spazio privato ad uso pubblico. Nel dettaglio saranno realizzati 1.400 metri quadri di residenziale, 520 metri quadri per usi aggregativi (realizzato nell’edificio con la ciminiera) e 1.800 metri quadri destinati ad una medio-piccola struttura di vendita di alimentari, almeno sulla carta. Non è escluso che il supermercato in realtà occupi una metratura inferiore a quanto teoricamente possibile.

Per quanto riguarda il polo aggregativo, è interessante l’indicazione emersa in sede di conferenza dei servizi da parte di Arpae: «Per gli esercizi pubblici con aggregazione di avventori all’esterno dovrà  essere previsto un orario di apertura compreso fra le 6 e le 22. In alternativa non dovranno essere previste aree esterne di somministrazione ed aggregazione e l’attività  dell’esercizio svolta unicamente all’interno del corpo di fabbrica». Un occhio di riguardo, quindi, ai residenti nel caso in futuro dovesse sorgere nel comparto un locale.

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