Ravenna, una nave “spazzina” per pulire le acque del porto

Il Pnrr potrebbe finanziare anche una nave “spazzina” del porto: raccoglierà macroplastiche e pulirà gli specchi acquei da idrocarburi e materiali oleosi. Negli scorsi giorni l’Autorità di sistema portuale ha pubblicato una “manifestazione di interesse” per individuare fornitori di un’imbarcazione che sia ad alimentazione completamente elettrica, che possa essere azionata ad idrogeno e che sia in grado di muoversi anche a bassissimi pescaggi (un metro) per raccogliere rifiuti anche laddove la profondità dell’acqua è bassa.

L’indagine di mercato

L’intenzione pertanto è quella di ritrovare attraverso un’indagine di mercato questo tipo di imbarcazione e poi metterla a disposizione del porto, per conseguire gli obiettivi che sono all’interno del programma Green Ports. Non a caso la “manifestazione di interesse” pubblicata dall’Adsp attraverso il progetto redatto dalla responsabile del servizio Sicurezza, ambiente, igiene e qualità di Via Antico Squero, Giulia Venieri, attirerà proposte fino al 28 di ottobre. Questo perché il programma Green Ports vedrà scaduti i termini di presentazione di proposte progettuali il 2 di novembre e con questo addendo l’Autorità portuale completerebbe una vera e propria “filiera dell’idrogeno” che conta di finanziare sostanzialmente con fondi europei: «Come già reso noto, abbiamo candidato l’area ex Sarom a ospitare un campo fotovoltaico. Con quell’energia produrremo idrogeno verde – ricorda Venieri -, che servirà per il cold ironing della banchina delle crociere (già finanziato dal Pnrr per 35 milioni, ndr), ma non solo. Pensiamo infatti, ricercando questa imbarcazione alimentata a celle ad idrogeno, di dotarci di questa ulteriore opportunità. Il natante dovrà avere un’autonomia minima di otto ore».

La svolta green

L’indagine di mercato fornirà quindi l’importo di massima dell’operazione, su cui verranno completate le schede tecniche che verranno presentate al ministero per l’attrazione del finanziamento all’interno di Green Ports. La politica di abbattimento dei costi ambientali però non si ferma qui. Nel “pacchetto” che gli uffici di Via Antico Squero stanno confezionando per la svolta verde dello sviluppo portuale c’è anche la predisposizione di una rete elettrica in banchina, anch’essa alimentabile con l’idrogeno, per gli operatori che volessero convertire la movimentazione logistica. Una partita fondamentale che dovrebbe vedere i propri esiti a fine dell’anno, quando il ministero della Transizione ecologica avrà completato la selezione dei progetti.

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