Quest’oggi va in scena a Ravenna, nel centrale Palazzo del Cinema e dei Congressi di Largo Firenze 1, l’ultimo atto della quinta edizione del “Soundscreen festival”, tra i pochi festival europei dedicati a cinema e musica.

La serata prende il via nel segno del Concorso internazionale per lungometraggi con la proiezione dell’ultimo film in gara. Alle ore 20.30 si inizia con il grido rock contro il razzismo di “White riot”, documentario dell’inglese Rubika Shah, premiato alla Berlinale 2019 e ai festival di Cracovia e Londra 2020: Gran Bretagna, fine anni ’70. Il punk sta esplodendo. Il Paese è profondamente diviso sull’immigrazione. Il Fronte Nazionale, partito politico di estrema destra fascista e xenofoba, guadagna forza. Indignato da un discorso razzista di Eric Clapton, il fotografo musicale Red Saunders scrive una lettera alla stampa musicale chiedendo che il rock sia una forza contro il razzismo. Nasce il movimento Rock Against Racism, fino al grande concerto antifascista di Victoria Park del 1978, con X-Ray Spex, Steel Pulse e The Clash.

Segue, alle ore 22, la tradizionale cerimonia di premiazione. La giuria del Soudscreen 2020 (composta dall’artista fotografa Alessandra Dragoni, dall’attore e filmaker Alessandro Renda e dall’esperto di cinema, membro del Circolo Sogni di Ravenna, Francesco Della Torre) assegnerà i premi al miglior film lungometraggio, alla miglior regia e il Gran premio speciale della giuria. Il pubblico del Ssff decreterà invece il premio al miglior cortometraggio in concorso.

Si chiude con l’ultimo evento-satellite di questa edizione: il quartetto alt-rock di Bologna Earthset accompagna live una delle opere più perturbanti e citate della storia del cinema: Nosferatu, eine Symphonie des Grauens di Friedrich Wilhelm Murnau.

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito.

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