Ravenna, l’ultima carta della difesa di Cagnoni in Cassazione

Ravenna, l'ultima carta della difesa di Cagnoni in Cassazione
Matteo Cagnoni in aula

In tutto 53 pagine e un obiettivo: ottenere la nullità o l’annullamento della condanna all’ergastolo per Matteo Cagnoni. Con il deposito del ricorso in Cassazione, avvenuto giusto ieri, il 2020 si apre con il nuovo capitolo del processo per l’omicidio di Giulia Ballestri. Ultimo grado di giudizio che nel caso confermasse la sentenza per il dermatologo 54enne (ribadita il 26 settembre scorso dalla Corte d’Appello di Bologna), chiuderebbe definitivamente – quattro anni dopo l’efferato delitto del 16 settembre 2016 – una delle vicende giudiziarie che più hanno scosso e coinvolto la città.
L’asse portante del ricorso presentato dall’avvocato bolognese Gabriele Bordoni è contenuto nella prima metà del documento. Tra le “cartucce” allegate compaiono cartelle sanitarie inedite e relazioni mediche già note. Com’era logico dedurre all’indomani della seconda condanna, l’argomento focale è lo stato di salute psicofisico e mentale dell’imputato: da un lato cioè, le condizioni che – sostiene la difesa – gli hanno impedito di presenziare al processo d’appello, dall’altro quella presunta seminfermità al momento dell’omicidio, che aveva spinto il legale a chiedere ai giudici bolognesi una perizia psichiatrica prima di procedere alla nuova discussione. Fermo restando che Cagnoni si è sempre dichiarato innocente, e tale continua a professarsi.

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