Ravenna, trova il bottino di un furto: risale al proprietario grazie alla partecipazione di matrimonio

Trova uno zaino bottino di un furto a Ravenna e rintraccia il proprietario attraverso una partecipazione a un matrimonio. Presso il palazzo della Prefettura di Ravenna, il Prefetto Castrese De Rosa ha premiato un militare della Capitaneria di porto – Guardia Costiera di Ravenna, il Sottocapo Scelto Np Vincenzo Santoro per il suo alto senso civico.

La lettera da Bolzano

Una lettera di un ingegnere pugliese che viva a Bolzano, spiega la storia: “Scrivo per richiedere un encomio per il sig. Vincenzo Santoro, militare presso la Capitaneria di Porto di Ravenna, che ha dimostrato una onestà fuori dal comune ed uno straordinario senso civico.

Il giorno 31 luglio, dopo aver passato un piacevole periodo di vacanza a Ravenna, io e mia moglie decidiamo, prima di prendere l’autostrada verso la Puglia, di fare una breve sosta per visitare il Mausoleo di Teodorico. Dopo la visita, durata una decina di minuti, troviamo la nostra auto aperta, con il deflettore destro in frantumi, dalla quale mancavano un cesto di verdura ed uno zaino. Nello zaino vi erano il mio computer Mac personale, le chiavi del portone condominiale, degli altri oggetti e dei giochi di nostra figlia di diciotto mesi dal grande valore affettivo. lo provvedo dunque a chiamare tempestivamente i Carabinieri e su loro suggerimento, a sporgere denuncia presso il comando di Rodi Garganico, destinazione delle nostre vacanze.

II 2 agosto ricevo una telefonata da mia zia chiedendomi se fossi stato a Ravenna in quanto era stata contattata da un signore che voleva restituirmi uno zaino. II signore in questione si rivela essere Vincenzo Santoro, dice di lavorare presso la Capitaneria di Porto di Ravenna e di aver ritrovato lo zaino a circa 5 km da dove era stato rubato. Nello zaino vi era praticamente tutto, ad eccezione del mouse del Mac e di uno speaker Bluetooth. Il sig. Santoro è riuscito a risalire alla mia identità grazie alla partecipazione di matrimonio che era presente nello zaino e si è dimostrato da subito gentile e disponibile a consegnare lo zaino al comando dei Carabinieri di via Alberoni. Vorrei sottolineare, come già scritto, il senso civico del sig. Santoro in quanto, a differenza della maggior parte delle persone, notando un qualcosa di estraneo durante la sua passeggiata, non è passato semplicemente oltre. Inoltre vorrei evidenziare anche l’impegno da lui profuso e la determinazione nel ritrovarne il proprietario, realizzando che in quello zaino vi erano pezzi di vita di qualcuno che potevano avere un valore non solo monetario ma anche affettivo. La ragione però che mi spinge a scrivere questa lettera è stata la netta caparbietà del signor Santoro nel rifiutare qualsiasi forma di ricompensa da me proposta -….”

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