RAVENNA – Cosa ci fanno tre moderne telecamere di sicurezza su un monumento Unesco? Se lo stanno chiedendo alcuni ravennati che in questi giorni post lockdown si stanno riappropriando del centro storico e, passeggiando tra gli amati monumenti e hanno trovato ad aspettarli tre occhi elettronici su un muro risalente al V secolo: quello del Battistero degli Ariani.

Tre telecamere sui muri esterni

Tra le finestre del monumento voluto da Teodorico, spuntano ora due puntini bianchi che nulla hanno a che fare con l’epoca in cui il monumento è stato costruito. Una terza è poco distante. Qualcuno ha storto il naso ma a prendere a cuore la vicenda è in particolare Irene Scardavilli, giovane scenografa ravennate appassionata di arte e storia che sta approfondendo la questione: «Ho telefonato alla Soprintendenza – spiega – ma non ho trovato nessuno, poi mi sono rivolta al Comune ma all’ufficio Patrimonio non ne sapevano nulla». Il Battistero è del resto un sito sotto la diretta gestione dello Stato. Non dandosi per vinta, Irene ha chiamato l’Ibc dove ha avuto qualche riscontro in più: «Anche loro mi sembravano stupiti, comunque mi hanno detto che la competenza è della Soprintendenza ma che comunque lunedì sapranno darmi qualche risposta in più. Mi hanno indicato il nome di un referente, spero mi risponda».

La battaglia va avanti

La scenografa promette comunque battaglia: «Al di là dell’aspetto estetico, c’è quello storico: mi sembra assurdo installare delle telecamere su un muro del V secolo, una delle meraviglie di Ravenna. Davvero non c’erano soluzioni migliori?». È quello che si chiedono anche alcuni residenti della zona che probabilmente saranno a fianco di Scardavilli nella sua battaglia: «La mia intenzione ora è quella di scrivere una lettera a Soprintendenza e Comune per chiedere la rimozione e una diversa collocazione delle telecamere»

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