La decisione è partita come escamotage per ovviare a norme di prevenzione molto restrittive, ma questo “fare di necessità virtù”, alla fine, è riuscito talmente bene da diventare un tratto distintivo difficilmente rinunciabile. Così se i tavolini a “invadere” le strade sono stati inizialmente uno stratagemma per venire incontro agli esercenti permettendo di aumentare “proiettandosi” verso l’esterno capienze decimate dalle norme anti-Covid, il centro storico pulsante e vitale come non mai è stato apprezzato da tutti durante l’estate.

«Lo avevamo anticipato e lo confermiamo: l’amministrazione comunale intende mantenere anche nei prossimi anni questi aumenti di occupazione di suolo pubblico – spiega l’assessore alle Attività produttive Massimo Cameliani –. Abbiamo abbracciato questa possibilità in maniera importante e anche coraggiosa, e possiamo dire che oltre a venire incontro alle esigenze dei commercianti, la scelta è stata premiata dall’apprezzamento dei cittadini e da una maggiore affluenza nel centro storico di cui hanno beneficiato tutte le attività. Quindi passato il periodo freddo, dalla primavera, c’è l’impegno politico ad andare avanti in questa direzione. Quest’anno questo modello che abbiamo “importato” da altre realtà europee e che qui non era consuetudine è stato apprezzato soprattutto dai cittadini, auspichiamo che dall’anno prossimo possano beneficiarne anche i turisti».

Se l’esonero dalla tassa di occupazione del suolo pubblico stabilito dal Decreto Rilancio è valido fino al 31 ottobre, in realtà sarà il clima a indurre comunque gli imprenditori della ristorazione e dei pubblici esercizi ad abbandonare i tavolini all’aperto e tornare fra quattro pareti. «Si sperava che rientrasse l’emergenza, come è sembrato fino a un certo punto durante l’estate, e di poter tornare alla capienza normale dei nostro locali, o perlomeno di ridurre un po’ il distanziamento fra i tavoli – commenta Mauro Mambelli, ristoratore e presidente di Confcommercio Ravenna – ma purtroppo le cose stanno andando diversamente. Dovremo quindi accontentarci di quello che abbiamo. Chi è più fortunato e ha già pedane e tavoli esterni da prima potrà forse fare un po’ di copertura e tenere i tavolini fuori per parte dell’autunno, ma è impensabile restare in strada con qualche fungo».

In prospettiva, però, potrebbe non essere più così. Grandi aspettative sono riposte dalle categorie economiche nel nuovo regolamento sugli arredi urbani al quale stanno lavorando insieme a Comune e Soprintendenza, che disciplinerà tavolini, pedane, e i tanto attesi “dehòrs” sui quali non si trovò l’accordo proprio con la Soprintendenza una decina di anni fa e da allora sono rimasti nel limbo.

La bozza del nuovo regolamento sugli arredi sarà sottoposta al consiglio comunale in autunno, frutto di un «dialogo propositivo» e di un lavoro lungo quattro anni portato avanti «in armonia fra Giunta, tecnici, Soprintendenza e associazioni di categoria», tiene a sottolineare Cameliani.

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