Ravenna, suore zittite mentre recitano il rosario in camera mortuaria

Suore pregano in camera mortuaria davanti alla salma di un loro caro e vengono zittite dal personale di servizio, mentre all’interno della struttura regna un «chiacchiericcio prolungato e molesto, irrispettoso dell’ambiente riservato alle salme esposte».

Così ricostruisce l’episodio avvenuto ieri Gianfranco Spadoni di Lista per Ravenna, che chiede all’Amministrazione comunale di garantire «che nell’ambiente riservato alle salme in attesa dell’ultimo saluto sia mantenuto un comportamento consono e rispettoso, oltre a rimarcare con la dovuta chiarezza nei confronti degli addetti ai servizi, l’assoluta libertà delle persone di esprimere il proprio dolore anche attraverso la preghiera».

Troppa confusione

Tra le pareti divisorie precarie, capaci di riverberare ogni suono, inserite per separare gli spazi dedicati all’esposizione delle salme, capita spesso di trovare congiunti e conoscenti poco inclini al raccoglimento e più disposti ad amene conversazioni, complice anche l’aria condizionata, in alternativa al piazzale esterno arroventato dalle calure estive.

Ma quello avvenuto ieri per Spadoni è un vero caso. L’esponente racconta che un piccolo gruppo di suore intento a recitare il rosario, accanto al padre deceduto di una di queste, è stato invitato a sospendere la recita delle preghiere «in malo modo» perché «avrebbe potuto disturbare le altre persone presenti». «In questo ambiente che si poteva paragonare tranquillamente ad un mercato, appariva stridente oltreché inaccettabile l’atteggiamento adottato dal personale di servizio che ha dimostrato una palese intolleranza religiosa e la soppressione di una libertà fondamentale, che è quello del diritto di pregare» attacca l’esponente politico. La vita d’altronde non è mai una passeggiata, ma anche l’ultimo viaggio, a volte, può risultare più difficile del previsto. Specie per chi resta.

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