Ravenna, stop auto per virus. Chiesto di sospendere l’assicurazione

RAVENNA. Con l’obbligo di restare in casa e uscire solo in caso di necessità come imposto dal Governo per contenere la diffusione del coronavirus, di auto in giro se ne vedono poche. E con una mobilità che ha visto un crollo compreso tra il 70% e l’80%, la logica conseguenza è quella di un corrispondente calo dell’incidentalità. Nonostante negli ultimi giorni sulle strade del Ravennate si siano verificati alcuni sinistri, uno dei quali purtroppo mortale, rispetto al “pre covid-19” i numeri confermano la diminuzione. «La scorsa settimana abbiamo trattato solo due incidenti; di solito erano oltre una decina. E fortunatamente, le pratiche trattate nei nostri uffici hanno riguardato collisioni lievi, con danni ai mezzi ma senza feriti» spiega Maurizio Valenti, agente dell’Assigroup di Ravenna.

A caccia di risparmio

Così, con le auto “ferme ai box”, tra gli automobilisti sta prendendo piede una nuova tendenza, la richiesta di sospensione temporanea della polizza assicurativa. Un modo per risparmiare costi fissi in un momento in cui i più sono a casa dal lavoro. «Quello che prima chiedevano i proprietari di moto o camper per i mesi invernali, ora viene chiesto dai possessori di auto e furgoni – conferma Valenti –. Negli ultimi giorni stiamo ricevendo richieste da parte dei clienti per sospendere la polizza e recuperare poi il periodo di copertura una volta che l’emergenza sarà passata. Ogni compagnia adotta le proprie modalità. Per quanto ci riguarda, è sufficiente una telefonata o una e-mail; e allo stesso modo può essere chiesta la riattivazione nel caso in cui si rendesse necessario l’uso della macchina. Ma l’assicurato che chiede la sospensione deve prendersi l’impegno di non utilizzare il veicolo e devono essere rispettati alcuni requisiti per poterlo chiedere. Ad esempio l’auto non deve essere lasciata in un luogo pubblico, sulla strada sotto casa per intenderci, ma deve essere custodita in una proprietà privata». Nel caso in cui non si rispettassero gli impegni presi, le conseguenze peserebbero sulle tasche dell’assicurato: «Se nel periodo di sospensione qualcuno usasse comunque l’auto e dovesse restare coinvolto in un incidente, il conducente risponderebbe di tasca propria. Dal punto di vista normativo sarebbe come circolare senza assicurazione. La compagnia in questo caso non risponde».

Viaggi senza motivo

Discorso in parte diverso invece per quanti, pur mantenendo la polizza attiva, dovessero restare coinvolti in sinistri dopo essersi messi alla guida senza una reale necessità. «In situazioni del genere le assicurazioni rispondono comunque dal punto di vista civilistico, ma possono chiedere poi la rivalsa all’assicurato nel caso in cui non fossero rispettati i requisiti» conclude Valenti. E oltre alle sanzioni, c’è da considerare un altro aspetto: le conseguenze individuali cui far fronte dal punto di vista penale per inosservanza di un provvedimento dell’autorità. Come dire, se la coscienza non basta, entra in campo la legge. GI.RO.

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