Ravenna, Steve Wynn al Bronson

Riapre i battenti il Bronson di Ravenna, che inaugura la nuova stagione di concerti questa sera alle 21 con il cantautore americano Steve Wynn.

Come leader dei The Dream Syndicate, fu negli anni ’80 tra gli esponenti principali del “Paisley underground”, che riuniva gruppi californiani dediti al recupero delle sonorità acustiche folk-rock del decennio precedente. Bob Dylan e Neil Young sono infatti i suoi numi tutelari, anche durante la carriera solistica, cominciata subito dopo lo scioglimento della band, a inizio anni ’90. Trasferito a New York, ha contribuito (anche tramite la sua etichetta discografica “Down there”) allo sviluppo di un’altra scuola artistica significativa degli ultimi decenni: la cosiddetta “americana”, che mescola cantautorato folk-rock con roots blues e southern rock.

Dopo due anni di forzata pausa, durante la quale ha pubblicato “Solo! Acoustic” a chitarra voce, finalmente Wynn torna a suonare dal vivo con la band, in un tour europeo di tre mesi che parte ora dall’Italia, in cui presenterà il cofanetto “Decade”, con ben 166 brani (57 inediti) registrati a New York negli anni ’90. «Ci siamo persi così tanto – afferma il cantautore – e stiamo iniziando a sporgere la testa e imparare a fare di nuovo cose che davamo prima per scontate. Il solo vedere vecchi e nuovi amici faccia a faccia sarà un’esperienza pesante, catartica, divertente e celebrativa. Per quanto mi sia piaciuto fare spettacoli virtuali nell’ultimo anno, sarà bello suonare con persone reali». Biglietti a 14 euro.

Sabato 16 ottobre alle 21 R.Y.F. apre per la sua maestra Moor Mother. Francesca Morello, aka R.Y.F., è una cantautrice ravennate che dopo vent’anni di rock, con il bellissimo album “Everything burns”, uscito un mese fa, si è dedicata all’elettronica, ottenendo grandi riscontri soprattutto dai siti internazionali di streaming, che l’hanno inserita nelle loro playlist electro-dance. Dichiara come suo riferimento Moor Mother, che incontrerà al Bronson, pseudonimo della musicista, poetessa e attivista di Philadelphia Camae Ayewa. La musica è solo un mezzo nella lotta ideologica dell’artista americana, che fa parte del collettivo per i diritti lgbt+ e degli afroamericani Black quantum futurism, e del collettivo free jazz di liberazione Entanglement collective. Ha appena pubblicato l’album “Black encyclopedia of the air” e ottenuto la cattedra di assistente all’università californiana Thornton school of music. Ingresso a 15 euro.

www.bronsonproduzioni.com

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