Ravenna, stazione crociere: Royal Caribbean corre da sola

Royal Caribbean è l’unico partecipante al bando per la costruzione della nuova stazione crociere di Porto Corsini. Se tutto procederà regolarmente, si aggiudicherà pertanto il project financing con base d’asta di 26 milioni di euro. In circa due o tre settimane sarà completato il processo di valutazione dell’offerta ed in un mese è presumibile che possa esserci l’attribuzione dell’appalto. La gara costruita sulla partnership pubblico privata era del resto nata da una proposta della stessa compagnia con sede a Miami. L’annuncio dell’avvenuta apertura delle buste è stato dato ieri sera dal presidente dell’Autorità portuale, Daniele Rossi, ad un convegno organizzato da Srm, il Centro Studi del Gruppo Intesa Sanpaolo, e la stessa Ap. L’evento, aperto dal sindaco Michele De Pascale, e da Cristina Balbo, direttore regionale Emilia-Romagna e Marche di Intesa Sanpaolo ha visto le relazioni di Massimo Deandreis, direttore generale di Srm e di Alessandro Panaro, responsabile Maritime & Energy del centro studi, sul Rapporto 2021 Italian Maritime Economy. Ne emerge un cambiamento progressivo dei processi di globalizzazione e le loro conseguenze sui traffici marittimi: «Il Mediterraneo è sempre meno un mare di passaggio, visto che si assiste ad una progressiva regionalizzazione della globalizzazione. Quindi anche il Mare Nostrum – ha documentato Deandreis – diventa più mare di competizione, dove le navi si fermano e sviluppano sbarchi e maggiore economia». Questo rende sempre più strategico lo scalo portuale come asset dello sviluppo per tutto il sistema economico. «L’import export marittimo traina l’economia della regione: oltre 26 miliardi di euro, pari al 37% del totale interscambio, è su questo vettore», ha proseguito il ragionamento Panaro, che analizzando i cambiamenti alla luce della pandemia ha aggiunto «nel sistema logistico la resa Ex works (cioè quando il compratore e non il venditore compie la movimentazione della merce, ndr), pur essendo minore rispetto alla media nazionale, risulta ancora troppo diffusa ed utilizzata da circa il 60% delle imprese manifatturiere. E’ ancora da migliorare inoltre – ha concluso Panaro – l’intermodalità, utilizzata per circa il 35% delle aziende». Considerazioni condivise da Eugenio Grimaldi, executive manager di Grimaldi group, convinto che gli «scambi raddoppieranno, lavorando bene. Ma servono le infrastrutture e terminal pronti dal punto di vista dei servizi. Con le azioni che si stanno intraprendendo, secondo me ci sono i presupposti per rendere Ravenna l’hub principale dell’Adriatico».

Condizione più semplice da raggiungere se, come ha detto Guido Ottolenghi, ad della Pir, si spinge «l’aumento dei trailer e un coordinamento fra terminalisti, per avvicinarci alla Mitteleuropa». Anche valorizzando le aree portuali: «Ne abbiamo ancora fruibili, stiamo ragionando sul renderle disponibili a investitori», ha chiarito Riccardo Sabadini, presidente del Sapir. A settembre intanto parte la prima fase del Progetto Hub: «Primo step di un piano da un milardo e mezzo in tre anni», ha concluso Rossi.

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