Ravenna, sostituita la maestra dopo lo sciopero dei “primini”

Ravenna, sostituita la maestra dopo lo sciopero dei "primini"

I bambini della prima elementare e i loro genitori hanno vinto la protesta: la maestra verrà sostituta. A darne conferma è la preside della scuola di una frazione che, da alcuni giorni, si trova al centro di una piccola bufera, per via degli atteggiamenti considerati troppo aggressivi dell’insegnante nei confronti dei piccoli alunni. Tanto che ieri mattina tutti gli studenti della classe sono rimasti a casa in una specie di “sciopero”. La maestra, è bene specificarlo, continuerà a lavorare all’interno dell’istituto, ma non insegnerà più alle prime elementari dove si sarebbe dimostrata non adatta per motivi caratteriali. Al centro della vicenda vi sarebbero urla continue della donna nei confronti dei bambini e, in alcuni casi, si parlerebbe addirittura di oggetti lanciati contro di loro. A riferire dei metodi di insegnamento sopra le righe sono stati proprio i genitori dei piccoli, allarmati in seguito ad alcuni episodi che erano stati raccontati loro dai figli e da altri bambini della scuola. Una volta raccolte le segnalazioni, lunedì alcuni genitori si erano recati dalla preside dell’istituto, chiedendole senza mezzi termini di sollevare la maestra dal proprio incarico. La dirigente, con l’obiettivo di vederci chiaro, lunedì mattina ha quindi raccolto le lamentele e ha trascorso un’ora di lezione con la classe, in modo da capire quali fossero i problemi. «È giusto, secondo me, ridimensionare un attimo le cose – interviene la dirigente scolastica -, perché non è vero che i bambini non parlano o che hanno vissuto queste due prime settimane di scuola in una situazione di simil terrore. Nell’ora in cui sono stata in classe i piccoli hanno tutti interagito, parlando e intervenendo». Nonostante questo corrisponderebbe però al vero che l’insegnante non sarebbe adatta a relazionarsi con i più piccoli, per di più se in una classe come questa composta da 26 alunni, di cui due stranieri che non pronunciano una sola parola di italiano.
La decisione
In segno di protesta ieri i genitori si erano messi d’accordo e nessuno dei componenti della classe era stato mandato a scuola. «È stata una scena abbastanza assurda – ammette sempre la preside – e subito ho scritto a tutti i genitori dicendo loro di riportare i loro figli a scuola». La maestra, infatti, da oggi si è messa volontariamente a casa e la dirigente ha già dato il via a una riorganizzazione, in modo che all’insegnante vengano affidate solo le classi quinte, dove tra l’altro già insegna.

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