Ravenna, sospesa l’interdittiva all’azienda del palazzetto

RAVENNA – Il Tar della Campania ha sospeso momentaneamente l’interdittiva antimafia disposta nei confronti del consorzio Research, titolare del contratto di appalto per realizzare il palazzetto dello sport di Ravenna, nell’area del Pala De André. La decisione è stata presa mercoledì dal tribunale amministrativo regionale, sezione di Salerno, dove ha sede il consorzio, alla luce del ricorso presentato all’indomani della notifica del decreto che a metà aprile ha comportato il blocco dei lavori. Si tratta tuttavia solo di una sospensione provvisoria del provvedimento che ha disposto lo stop. La nuova decisione del Tar è infatti ante causam; non annulla cioè l’interdittiva, ma ne dispone la sospensione in attesa della sentenza di merito, che dovrebbe arrivare il prossimo 8 giugno. Non è detto, quindi, che i lavori possano ripartire dall’oggi al domani, ma è più verosimile che si scelga di attendere il responso previsto tra meno di un mese.

L’interdittiva antimafia aveva comportato lo stop ai cantieri del consorzio sparsi per tutta Italia, compreso quello quello ravennate da 20 milioni di euro, per il quale aveva ottenuto il contratto di appalto. Il tutto con un tempismo d’eccezione, arrivato a un paio di settimane dall’incontro con la stampa per mostrare l’avanzamento dei lavori. Non bastasse, la stessa misura aveva colpito precedentemente la Passarelli, l’impresa esecutrice, poi sostituita da Research con la ravennate Cear per garantire la prosecuzione dell’attività in cantiere. Il nuovo provvedimento, indirizzato questa volta al consorzio comportava un peso maggiore e un paletto non da poco sulla realizzazione dell’impianto nel piazzale del Pala De André. E i tempi sembravano allungarsi ulteriormente, quando il 22 aprile scorso i legali di Research hanno ritirato il ricorso per ripresentarla con nuove integrazioni documentali.

La sospensione decretata mercoledì porterà ora all’udienza collegiale di giugno, nella quale il Tar potrebbe o confermare la sospensione. In quest’ottica il cantiere potrebbe allora decidere di riprendere l’attività in attesa di ulteriori disposizioni. Oppure, qualora il tribunale ripristinasse la misura, sono due le strade ipotizzabili. La prosecuzione dei lavori su supervisione di un commissario nominato dal Prefetto, oppure una scelta più drastica, in capo al Comune: revoca del contratto e una nuova gara.

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