Ravenna, sorpreso a dormire nella villa dell’omicidio di Giulia

Come rifugio per la notte aveva scelto una villa. Non una qualsiasi dimora disabitata, ma una “reggia” in cui di certo nessuno avrebbe messo piede per un bel pezzo. Il motivo: tre anni prima quell’abitazione liberty immersa nel verde dei Giardini pubblici di Ravenna era stata teatro dell’omicidio che aveva sconvolto la città. Quello di Giulia Ballestri. Ancora con il portone chiuso, i cartelli affissi e nastro della polizia scientifica a sbarrarne l’ingresso, la casa di via Padre Genocchi era rimasta sotto sequestro dal settembre 2016, dopo la scoperta del corpo senza vita della 39enne. L’inquilino abusivo non aveva forse considerato che dopo la condanna in primo grado all’ergastolo, il nuovo legale di Matteo Cagnoni, marito della vittima ritenuto responsabile del brutale assassinio della moglie, avrebbe impostato la strategia difensiva in vista dell’appello partendo proprio da luogo del delitto. Così non solo l’intruso ha dovuto rinunciare alla residenza di lusso ma, tradito dalle impronte digitali disseminate tra le stanze, è stato identificato e denunciato per rimozione di sigilli e violazione di beni sottoposti a sequestro. Quei mesi di occupazione sono costati la condanna a un anno e 600 euro di multa a Egon Nylas, 44enne di origine ungherese e di fatto senza fissa dimora.

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