Ravenna, sito rifiuti Ca’ Ponticelle: 93 richieste di integrazioni

Si sono riuniti a metà febbraio per analizzare il nuovo progetto di trattamento di rifiuti industriali di Eni Rewind ed Hea (nuova società del gruppo Hera). Ne sono usciti con quasi cento richieste di integrazione – 93 per la precisione – tanto che i progettisti hanno chiesto una proroga di novanta giorni per fornire tutto il materiale. A metterle nero su bianco, in venti pagine, sono gli enti e le autorità che hanno voce in capitolo riguardo al provvedimento unico autorizzativo (Paur) e in particolare Arpae, l’agenzia che tira le fila del discorso.

Al centro del progetto c’è la nuova piattaforma polifunzionale di Ca’ Ponticelle: comprenderà un impianto di trattamento biologico che con la tecnologia biopile renderà riutilizzabili 80mila tonnellate di terreni all’anno opportunamente bonificati. Poi, su tre ettari, l’impianto da 60mila tonnellate annue con dedicato ai rifiuti industriali. Accanto, un grande impianto fotovoltaico. Nelle intenzione di Hera, questa struttura andrà a sostituire l’impianto di smaltimento di rifiuti industriali attualmente attivo in via Romea.

Tra le tante prescrizioni ce n’è una che riguarda proprio questo aspetto: «Nella relazione – si legge – si evidenzia che il nuovo impianto andrà ad assumere il ruolo dell’esistente centro incrementando la capacità di trattamento. Si ritiene che per evitare una duplicazione di tale impiantistica la documentazione debba essere integrata con un piano di dismissione che ne indichi modalità e tempistiche».

Misure compensative

Tra le richieste anche un aumento delle misure compensative: piantare almeno cinque o sei specie autoctone di alberi e concordare con il Comune eventualmente la realizzazione di piste ciclopedonali. Per quanto riguarda le emissioni odorigene, gli enti vogliono uno studio che prenda in considerazione gli impatti su un’area più ampia, rispetto a quella prospettata, «considerando che a due chilometri si trova la periferia di Ravenna» e nemmeno i lidi sono così lontano.

La Conferenza dei servizi chiede integrazioni anche sui rifiuti che verranno trattati: sia perché la tecnologia della biopila viene utilizzata per i terreni contaminati da petrolio ma «non appare condivisibile» la scelta di impiegare il trattamento per altri tipi di terreni, come quelli derivanti dallo spazzamento stradale, fanghi e altri rifiuti provenienti da impianto di trattamento. Queste e altre richieste di chiarimento, più tecniche, hanno portato le aziende a chiedere tempo per produrre i documenti. Anche perché Eny Rewind ha comunicato al Comune la proroga di un anno del termine dei lavori sulle opere di urbanizzazione, che pertanto dovranno avere inizio entro il prossimo 8 settembre.

Contestualmente, Herambiente ha chiesto al Comune una proroga fino al 15 marzo del 2024 del termine per l’ultimazione dei lavori. Per produrre i documenti richiesti da Arpae ora le società hanno tempo fino a metà luglio.

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