Ravenna, sindacati: “Autisti in quarantena costretti a lavorare”

Lo sciopero dei trasporti pubblici proclamato a Ravenna per la giornata del 26 marzo sarebbe legato, secondo quanto ricostruito da sindacati confederali e di base, ad un episodio accaduto nel gennaio scorso quando Start Romagna avrebbe raccomandato ad alcuni autisti che erano entrati in contatto con un collega positivo al coronavirus di finire il turno prima di mettersi in quarantena come raccomandato dall’Ausl Romagna. Secondo quanto scritto in una nota siglata da Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti insieme a UGl e Usb Lp gli autisti “avvisarono immediatamente i loro superiori per tornare a casa in isolamento” ma “ricevettero l’ordine di riprendere il servizio di guida e terminare il turno per poi solo al termine del servizio adempiere alla disposizione dell’autorità sanitaria”. Ne è seguita una dialettica sindacale portata avanti dai Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza ma, un paio di giorni dopo il primo incontro, l’azienda avrebbe dichiarato “unilateralmente l’immediata scadenza” degli stessi Rls. Lo sciopero di quattro ore del 26 marzo è legato alla mancanza di chiarezza sull’episodio che perdurerebbe tuttora. 

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