Ravenna, si spaccia per finanziera dal gommista: “Dammi mille euro”

Scontenta del servizio reso dal gommista, anziché pretendere nuovamente assistenza per farsi riparare il danno, avrebbe chiesto soldi alla moglie del titolare, spacciandosi poi per funzionaria della guardia di finanza e assicurarle di essere a conoscenza di presunti lavori in nero per alcuni non meglio specificati clienti romeni. Non solo il “travestimento” non ha funzionato; la cliente, una volta riconosciuta, è stata denunciata per truffa e sostituzione di persona. E per quanto la querela sia stata ritirata, la decisione di opporsi al decreto penale di condanna l’ha portata a processo davanti al giudice Tommaso Paone.

La denuncia

La vicenda risale al 6 aprile del 2021. Quel giorno, secondo il capo d’accusa, la donna, una ravennate di 54 anni difesa da Laerte Cenni, si sarebbe recata dallo stesso gommista di Ponte Nuovo al quale si era già rivolta per effettuare il cambio gomme. In ufficio aveva incontrato la moglie del titolare, che non l’aveva riconosciuta. Stando a quanto denunciato il giorno seguente, la cliente si era presentata con proprio nome e cognome, per poi confidarsi e riferire di avere bisogno di soldi. Avrebbe chiesto mille euro, per poi cambiare “strategia”. Di fronte alla perplessità della signora, si sarebbe spacciata per “ausiliaria della guardia di finanza”, informandola di essere a conoscenza degli “extra” del marito, nello specifico certi lavori serali pagati in nero per alcuni clienti di origine romena.

La conversazione si era conclusa pacificamente. Stando al racconto della moglie del gommista, la sconosciuta si era allontanata promettendo che sarebbe ripassata in seguito.

Il giorno seguente la denuncia sporta proprio alla Guardia di Finanza aveva rapidamente portato all’identificazione della signora, consentendo alla Procura di aprire il fascicolo per truffa e sostituzione di persona, poi confluito nel decreto penale di condanna.

La versione dell’imputata

Ieri mattina, in apertura di udienza, l’imputata ha voluto rilasciare la propria versione. Ha sostenuto di avere attraversato un periodo difficile, e di essersi rivolta al gommista di fiducia all’ennesimo guasto a uno pneumatico da lui sostituito. Quanto alla presunta sostituzione di persona, ha parlato di un fraintendimento: poiché il lavoro a detta della donna eseguito non a regola d’arte era stato saldato senza fattura, aveva ventilato alla moglie del riparatore la possibilità di rivolgersi alla guardia di finanza. Per ricostruire meglio i fatti, anche il vice procuratore Marianna Piccoli ha insistito per sentire i testi dell’accusa nel corso del processo. FED.S.

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