Ravenna, si finge noto avvocato per farsi dare 20 euro da impiegata

«Sono avvocato, può prestarmi 20 euro? Dovrei andare a Bologna ma ho lasciato tutto in studio»: è più o meno con queste parole che, nel settembre del 2020, un uomo sulla cinquantina si sarebbe presentato alla dipendente di una agenzia immobiliare di Ravenna spacciandosi per un noto penalista del foro bizantino. Un nome conosciuto speso per chiedere denaro, peccato che il legale non c’entrasse proprio nulla, perché l’elegante signore introdottosi in agenzia si chiamava invece Alessandro Mazza, classe 1967: ora l’uomo si trova a dover rispondere dell’accusa di truffa. Ieri mattina, di fronte alla giudice Federica Lipovscek, è stata ascoltata come testimone la ragazza che due anni fa si trovò al cospetto del finto avvocato, difeso in aula dal legale Gerardo Grippo. Presente anche il sostituto procuratore Silvia Ziniti. «Avevo sentito parlare dell’avvocato e sapevo che ce n’era uno con quel nome – ha detto la giovane – ma non lo avevo mai visto. Mi sono fidata e l’ho ritenuto un avvocato». Ventiquattrore d’ordinanza e abbigliamento curato potevano effettivamente trarre in inganno, ma non il resto della descrizione fornita dalla ragazza, che non corrisponde alle fattezze del vero legale: «L’uomo – ha spiegato lei – era calvo e aveva un bozzo sulla testa». Nulla di sospetto, però, per la dipendente dell’agenzia, che appunto non conosceva l’aspetto dell’avvocato. I dubbi però si sono insinuati ben presto nella sua mente, non appena l’uomo ha girato i tacchi in tutta fretta per allontanarsi. «Per avere una risposta ho chiamato la mia titolare e le ho chiesto se conoscesse l’avvocato – ha proseguito la parte offesa – ma lei ha detto di no». E così è partita la chiamata per segnalare l’accaduto ai Carabinieri, che si sono immediatamente portati sul posto per poi individuare il soggetto in base alla descrizione fornita dalla ragazza: «L’uomo si trovava a circa 200 metri dall’agenzia – ha riportato ieri uno dei militari intervenuti –. Quando gli abbiamo chiesto cosa stesse facendo, si è mostrato agitato e ha affermato che doveva recarsi a Bologna». Gli accertamenti sono proseguiti in caserma, dove nel frattempo si era recata anche la ragazza per sporgere denuncia. È qui che, ha raccontato il carabiniere, il falso avvocato ha consegnato spontaneamente ai militari i 20 euro, subito restituiti alla legittima proprietaria. La parte offesa ha dichiarato ieri mattina di voler rimettere la denuncia, nel frattempo è stata fissata per marzo la data della discussione. Questo non è però l’unico guaio con la giustizia per il presunto truffatore, che già altre volte avrebbe adottato la medesima tecnica: l’avvocato stesso lo ha denunciato per sostituzione di persona per un episodio analogo nel quale il 55enne si sarebbe fatto passare per il figlio del penalista.

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