Ravenna, sfidano il freddo e il covid per il ballo “anti diabete”

Più forti del Covid e delle restrizioni causate dalla pandemia, più di ottanta ravennati con varie patologie, la maggior parte diabetici, sfida il freddo polare di questi giorni per ballare e fare esercizi di ginnastica all’aria aperta. Divise in due gruppi, uno al mattino e uno al pomeriggio, queste persone si recano due volte a settimana al Parco Baronio, anche in mezzo alla nebbia o quando sull’erba si forma la brina, per svolgere un paio di ore di movimento in compagnia.

Il motore di questa iniziativa, promossa ormai da sei anni dall’Associazione diabetici ravennate e appoggiata dalla Medicina dello sport, è Piera Palmieri, un’inesauribile casalinga con la passione del ballo. «Il progetto è partito pensando in primo luogo ai diabetici – inizia – ma è adatto anche per gli obesi, per chi ha il colesterolo alto, per chi soffre di ipertensione o addirittura di depressione. Una costante attività motoria infatti può abbassare il tasso glicemico e in ogni caso è portatrice di benefici al fisico e anche alla mente».

Frequentato da un’ottantina di iscritti dai 45 agli 80 anni, in particolare donne, il progetto è denominato “Diabete e ballo”. «Svolgiamo esercizi per il corpo mentre balliamo liscio, zumba, mazurca, salsa o altro, eseguendo coreografie che fanno muovere parti diverse del corpo».

Il tutto a livello volontario e gratuito. «Io non percepisco alcuno stipendio e il guadagno è ancora più importante, perché riguarda il benessere fisico. Lo faccio per passione e per aiutare persone che, come me, hanno delle patologie. Io, per esempio, ho il diabete di primo tipo da oltre quarant’anni, ma facendo tanta attività fisica necessito di dosi molto basse di insulina. Per poter partecipare basta solo tesserarsi all’associazione».

Una passione, quella per il ballo, che per Piera nasce da lontano. «Da adolescente ho iniziato a fare danza e da quel momento non mi sono più fermata. Da adulta ho partecipato anche a gare di coppie, sulle note di valzer e polka».

A mettere a serio rischio il progetto è stata però la pandemia e il conseguente lockdown della primavera scorsa. «Per due mesi purtroppo siamo dovuti stare fermi, ma appena è stato possibile siamo ripartiti. A maggio abbiamo ripreso in un’area verde nei pressi di via Montale e, in contemporanea, sulla spiaggia di Lido di Dante. In seguito ci siamo spostati al chiuso in una sala messa a disposizione dalla parrocchia di Santi Simone e Giuda, ma con la situazione sanitaria peggiorata a ottobre ci siamo dovuti fermare ancora. La nostra intenzione però era quella di continuare a tutti i costi e abbiamo deciso di spostarci all’aperto, al Parco Baronio. Non abbiamo interrotto gli incontri nemmeno per Natale e pazienza se faceva un po’ freddo, perché chi si ferma e perduto – termina la Palmieri – e noi vogliamo continuare a stare bene, ballando tutti assieme».

Nata nel 1987, l’Associazione diabetici ravennati oltre all’attività di prevenzione e di cura della malattia ha organizzato negli anni anche iniziative che prevedono progetti con la Medicina dello sport, tra cui camminate e appunto la ginnastica unita al ballo coordinata da Piera Palmieri. Come spiega il primario di Diabetologia dell’ospedale di Ravenna, Paolo Di Bartolo, «quest’ultimo si tratta di un progetto bellissimo, in quanto non è facile togliere le persone di una certa da casa per fargli svolgere degli esercizi in palestra o all’aria aperta».

Partendo dalla premessa che il 65% dei pazienti affetti da questa patologia ha più di 65 anni, «chi soprattutto ha il diabete ballerino, inteso come malattia che alterna picchi glicemici alti a quelli bassi, è davvero consigliato ballare assieme a esso, se mi è consentito un gioco di parole. Facendo esercizio fisico, unito a un regime alimentare più sano, la qualità della vita non può che migliorare. Al di là del beneficio sul livello di glicemia, inoltre, queste persone vengono tolte da un regime di sedentarietà molto pericoloso e stanno meglio non solo dal punto di vista fisico, perdendo peso e abbassando la pressione, ma anche mentale».

Un corpo il più sano possibile, infine, in un momento storico segnato dalla pandemia, è ovviamente consigliato. «Chi soffre di diabete rischia gravi ripercussioni dal Covid tre volte di più di chi non ha patologie. Rimanere attivi con una certa costanza, svolgendo esercizi all’aperto o anche in casa, è consigliato in modo assoluto. E farlo con il gruppo della Palmieri, in compagnia, è pure divertente».

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