Ravenna, la seduce su Instagram e le prosciuga il conto in banca

Lo aveva conosciuto su Instagram; prima si era spacciato per avvenente scandinavo al quale aveva inviato con carte prepagate migliaia di euro, poi – finiti i soldi – ecco il colpo di scena: lui aveva ammesso di non essere né scandinavo né biondo, ma di provenire dalla Costa d’Avorio. Ma ormai il colpo di fulmine virtuale era scattato e la donna in questione stava addirittura per partire da sola verso la capitale del Paese africano in cerca dell’uomo che l’aveva convinta a non troncare quella relazione, nonostante fosse per sua ammissione nata su basi truffaldine. Per fortuna a intervenire è stata la polizia postale che ha evitato il peggio aprendo gli occhi alla donna.

È purtroppo solo l’ultimo dei tanti casi scoperti in questi mesi di “Romance scam” o “truffa romantica” fenomeno che, a detta della questura di Ravenna, negli ultimi tempi ha avuto un aumento vertiginoso.

Stando a quanto riferito dalla polizia ad essere prese di mira sono quasi sempre donne di circa 50 anni, molte della quali a volte reduci da storie sentimentali appena terminate o concluse in maniera traumatica, tanto da essere così più vulnerabili.

In questo caso la donna era stata convinta dal sedicente svedese a inviarle anche foto intime, cosa che spesso viene poi usata come arma di ricatto. In questo caso dopo aver prosciugato il conto corrente della donna il truffatore ha cambiato tattica: ha ammesso la sua reale provenienza, ma poi ha detto alla donna di essersi effettivamente innamorato di lei e per questo avrebbe voluto una seconda opportunità, questa volta alla “luce del sole”.

La donna aveva già comprato il biglietto aereo per Abidjian (capitale della Costa d’Avorio) e ottenuto il visto, quando sulla scena è comparsa la polizia postale allertata probabilmente da qualche conoscente.

A quel punto la vittima, sensibilizzata sull’estrema pericolosità dell’intraprendere un simile viaggio, realizzava, in lacrime, di essere vittima di una truffa romantica.

«Purtroppo – fanno sapere dalla questura – le persone coinvolte spesso aspettano molto tempo prima di denunciare, perché devono ammettere prima con se stesse di essere state ingannate, ovvero che quello che pensavano fosse un vero interesse nei loro confronti era, in realtà, solo un mezzo per ottenere dei soldi».

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