Ravenna, saldi al via, occhio ai veri affari: le raccomandazioni dei negozianti

Partono i saldi e la Confesercenti invita a scegliere i negozi che indicano il vecchio e il nuovo prezzo, non nascondendo le proprie preoccupazioni: i cali di vendita rispetto al pre-pandemia si assesta in alcuni casi al 30%. Sabato infatti partono le promozioni estive in Emilia-Romagna «e per sessanta giorni – riferisce l’associazione di categoria – sarà possibile acquistare, risparmiando, articoli di qualità negli oltre 9.000 negozi della regione». Confesercenti è consapevole che «la crisi dei consumi causata dai due anni di pandemia, insieme all’aumento dei prezzi conseguenza del conflitto in Ucraina, rendono i saldi particolarmente allettanti per quanti sono in cerca di occasioni».

Per quanto per i commercianti possa essere un’opportunità per rifarsi, c’è anche consapevolezza di un altro lato della medaglia. Per Mauro Tagiuri, commerciante nel campo dell’abbigliamento del centro di Ravenna e coordinatore della Fismo (Federazione Italiana Settore Moda): «C’è la speranza che i saldi siano un’attrattiva per i clienti, ma non vedo l’ ‘appeal’ degli anni pre-pandemici, le persone sono spaventate dall’aumento dei prezzi, da cui neanche noi siamo esenti».

Dopo un andamento delle vendite molto a rilento, nei primi mesi del 2022, i negozi sono ancora spesso in pieno assortimento con il settore che continua a registrare una situazione molto critica, peggiorato dai costi dell’energia. Le vendite dei prodotti della collezione primavera/estate continuano, inoltre, a registrare un calo progressivo rispetto al periodo pre-pandemia che in certi casi arriva a superare il 30% su base annua. Confesercenti ricorda ai consumatori «di servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia, di verificare la presenza del cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo e di conservare sempre lo scontrino perché è possibile sostituire l’articolo difettoso».

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui