Ravenna, subito arrestati i due rapinatori mascherati

Il blitz scattato verso le 13.30 di ieri, ha permesso alla Polizia di Stato di sventare una rapina a mano armata presso un Ufficio Postale cittadino: arrestati gli autori, due cittadini italiani, un pendolare del crimine di origine campana classe 1975 ed il complice basista residente in città classe 1992, ai quali sono stati contestati i reati di tentata rapina aggravata e sequestro di persona.

L’operazione è l’esito di approfondimenti investigativi condotti dagli investigatori della Squadra Mobile relativamente ad alcune rapine consumate negli ultimi mesi a Ravenna con lo stesso modus operandi. Infatti, i due rapinatori travisati con maschere in lattice, agivano a ridosso dell’orario di chiusura, muniti di fascette per immobilizzare i dipendenti, ed erano soliti poi fuggire utilizzando biciclette.

In raccordo con l’A.G. ravennate, attesa la presenza in città di entrambi i soggetti sui quali erano stati raccolti diversi indizi, per più giorni venivano svolti ripetuti servizi di osservazione e pedinamento, che permettevano di svelarne i movimenti, individuare le bici occultate nei pressi dell’abitazione, nonché intuire il possibile nuovo obiettivo da rapinare.

Verificata la necessità di evitare che i malviventi portassero a termine l’azione delittuosa, con pericolo per dipendenti ed eventuali clienti dell’obiettivo scelto, è stato predisposto un consistente servizio di osservazione e pronto intervento, che permetteva di bloccare i due rapinatori mentre, già travisati, facevano ingresso presso l’Ufficio di Poste Italiane sito in via Pola. La tempestività dell’azione della Polizia, quasi non percepita dai presenti, ha permesso di trovare l’arma che avrebbero utilizzato per minacciare i dipendenti (una pistola scacciacani priva di tappo rosso) ancora celata all’interno di una valigetta che gli stessi avevano con sé, unitamente alle fascette di plastica con le quali avrebbero immobilizzato il personale sino all’apertura delle casse temporizzate. Entrambi gli arrestati sono stati associati presso la casa circondariale di Ravenna a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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