Ravenna, quelli che i migranti se li prendono a casa

Ravenna, quelli che i migranti se li prendono a casa

Dopo le fasi preliminari iniziate in maggio, muove i primi passi il progetto che promuove l’accoglienza di un rifugiato in famiglia. Finanziata interamente dal Fondo asilo migrazione e integrazione (Fami) del Ministero dell’Interno, l’iniziativa ha l’obiettivo di sperimentare un modello di accoglienza basato sulla collaborazione fra le amministrazioni locali e la cittadinanza. Delle iniziali tredici famiglie ravennati, che si sono iscritte alla piattaforma dell’associazione Refugees Welcome promotrice del progetto, due non sono più disponibili, mentre le altre sono attivamente coinvolte nel processo che porta all’apertura di casa propria per un periodo di sei mesi, rinnovabile una vota sola. Due i nuclei familiari al momento che stanno terminando il percorso formativo. I volontari che seguono da vicino le famiglie ospitanti invece sono passati da otto a venti. Le figure ricercate sono tra le altre insegnanti, operatori sociali, psicologi.
L’accoglienza
«Abbiamo aderito al progetto già presente in altre città italiane – spiega l’assessore ai servizi sociali Valentina Morigi – garantendo un supporto organizzativo come l’uso delle sale per gli incontri formativi, ma non eroghiamo alcun contributo e non partecipiamo alla procedura di selezione che è un processo importante. Si tratta di una modalità di accoglienza alternativa e l’esperienza dice che ha già dato risultati positivi. Abbiamo invece ricevuto un finanziamento di 10 mila euro per assumere a tempo determinato un’operatrice per seguire il progetto tenendo i rapporti con il gruppo locale di Refugees Welcome». Non si tratta di interventi di emergenza bensì il lavoro è rivolto a persone che hanno terminato l’iter di riconoscimento dello status di rifugiato, con regolare permesso di soggiorno che sono in uscita dai tradizionali percorsi di accoglienza, ma che ancora non sono completamente indipendenti, o stanno completando un tirocinio, oppure hanno un posto di lavoro ma non hanno situazione abitativa definita.
Refugees Welcome
«Abbiamo svolto tre incontri formativi nel mese di maggio – racconta Marta Rossi volontaria e attivista di Refugees Welcome – aperte ai volontari, alle associazioni locali e alle istituzioni. Si è creato un gruppo strutturato che si occuperà della profilazione dei rifugiati, della selezione e supporto delle famiglie ospitanti. Si tratta di maggiorenni, ragazzi e ragazze, con una buona conoscenza dell’italiano che vengono da percorsi difficili. Pensiamo a fine estate di avviare le prime convivenze. Non c’è fretta. Non interveniamo sulle emergenze, è un progetto di tipo culturale. Le famiglie e i ragazzi firmeranno un patto di convivenza». Il progetto finanziato dal fondo Fami ha durata triennale e prevede l’attivazione di 25 convivenze con un finanziamento di 30.800 euro. Si posso registrare alla piattaforma famiglie, pensionati, single, studenti sul sito: www.refugees-welcome.it

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