Passeranno solo pochi giorni gli studenti nelle scuole prima della pausa elettorale. Il 20 e il 21 settembre si vota per il referendum costituzionale così i plessi scolastici sede di seggio elettorale resteranno, come sempre, chiusi. Niente di strano, in tempi normali, però quest’anno, alla luce dell’emergenza sanitaria, la prospettata chiusura precoce delle scuole fa riflettere e discutere molti genitori. Soprattutto nel Faentino, dove si vota per l’elezione del sindaco e dove, in caso di ballottaggio, le scuole sedi di seggio potrebbero chiudere nuovamente per il “secondo round”. E c’è chi si chiede se proprio non ci siano alternative all’utilizzo delle scuole per il voto.

La ricerca della prefettura

Se lo è chiesto anche la Prefettura e ha girato la domanda ai sindaci chiedendo una ricognizione delle strutture disponibili in provincia per evitare di utilizzare le scuole in un periodo tanto delicato. I sindaci però hanno risposto in pochi. Anzi, a dire il vero nel Ravennate ha risposto un solo territorio in maniera positiva: Cervia.

Il caso cervese

I dettagli si sapranno soltanto la prossima settimana, quando l’Amministrazione avrà messo a punto il meccanismo. Da quanto emerge tuttavia sono sette i luoghi alternativi alle scuole individuati dal Comune della Città del Sale.

Il caso Ravenna

Anche Ravenna, sempre su invito della Prefettura, ha fatto una ricognizione ma il risultato non è stato positivo, fermo restando che nel Comune capoluogo – come ricorda l’assessore agli Affari istituzionali Gianandrea Baroncini – ci sono 15 plessi elettorali extrascolastici, che rappresentano circa il 10% del totale. «C’è stata una riflessione generale e una analisi dei luoghi possibili in cui votare in alternativa alle scuole. Ma il Comune non possiede edifici con le caratteristiche necessarie, adatte a fare svolgere il voto al di fuori degli istituti scolastici». Baroncini spiega poi perché è così difficile trovare alternative alle scuole: banalmente, il primo motivo è la necessità di grandi spazi per le varie sezioni, a maggior ragione in questo periodo. Ravenna è inoltre un Comune particolare: molto grande e con bassa densità abitativa. «Per evitare di utilizzare le scuole – spiega l’assessore – dovremmo accorpare molte sezioni e sarebbe scomodo per le persone, anche rispetto ad un’abitudinarietà dei luoghi sede di elezione». Ma non è tutto: ci sono anche cause prettamente logistiche che sconsigliano di allontanarsi dalla strada tracciata finora. «Serve uno spazio controllabile e chiuso. Nelle elezioni in cui il voto si svolge in due giornate si deve evitare che qualcuno entri dentro la sede elettorale, per questo servono anche spazi dove far alloggiare la vigilanza». C’è poi il tema dell’accessibilità ai diversamenti abili e, ora, quello di avere spazi diversi per l’ingresso e l’uscita degli elettori. Insomma: difficilissimo trovare alternative alle scuole in grandi comuni come il capoluogo. A.M. CHI.BI

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