Ravenna, protocollo tra Provincia, Comune e Finanza sui fondi Pnrr

RAVENNA – La Provincia, i Comuni e la Guardia di finanza hanno messo a punto un protocollo per vigilare sugli appalti legati al Pnrr. Lo scopo è quello di favorire un tempestivo flusso informativo a favore delle Fiamme Gialle «al fine di contrastare ogni condotta illecita di malversazione, indebita aggiudicazione o percezione di risorse finanziarie pubbliche, truffa, frode nell’esecuzione di contratti pubblici e ogni altra attività illecita» riguardo all’utilizzo delle risorse finanziarie erogate dall’Unione Europea nell’ambito del programma di investimento Next Generation Eu e «con specifico riguardo agli interventi sovvenzionati dal Pnrr e dal relativo Fondo Complementare di matrice nazionale».

Per ciascuno progetto, verranno comunicati alla Finanza l’ammontare dei finanziamenti pubblici concessi; la descrizione della progettualità con la specificazione dell’oggetto delle prestazioni e delle opere da realizzare; i criteri, le modalità e i termini di aggiudicazione; la tempistica di realizzazione e gli obiettivi intermedi a cui sono legate le varie tranche di pagamento; l’individuazione anagrafica dell’intera filiera delle imprese interessate al progetto, tra cui contraenti generali, appaltatori, subappaltatori; la localizzazione dei cantieri. Per ciascun incentivo, vanno comunicati i requisiti e i criteri di assegnazione e il dirigente responsabile dell’istruttoria. Le Fiamme gialle se lo ritengono potranno richiedere elementi di dettaglio circa i progetti e gli incentivi avanzando richiesta al referente per il coordinamento delle attività in forza alla singola parte firmataria interessata.

Uno dei punti cardine del protocollo è questo: pur «nel rispetto delle norme sul segreto investigativo penale», la Guardia di finanza potrà segnalare alle parti contraenti, «laddove necessario per svolgimento dei loro compiti istituzionali, le risultanze emerse all’esito dei propri interventi. Le parti, a loro volta, comunicheranno al corpo eventuali iniziative assunte o i provvedimenti conseguentemente adottati». In altre parole, se emergeranno anomalie i militari potranno segnalarle agli enti competenti che decideranno il da farsi. Il tutto senza, necessariamente, aspettare che queste anomalie arrivino nelle fasi più “calde” di un’eventuale inchiesta. Il protocollo, vista la pioggia di denaro pubblico che garantisce il Pnrr e la vastità degli ambiti di applicazione appare fondamentale per vigilare sulla spesa pubblica.

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