Ravenna, primo atto completato per la Casa della Salute

RAVENNA Il Comune e l’Ausl hanno inviato i primi documenti per il finanziamento derivante dal Pnrr della Casa della Salute nella zona di via dei Poggi. Verrà realizzata in via Antica Milizia, nell’ambito della nuova urbanizzazione della zona. Il termine per l’invio dei primi documenti era ieri mattina e il Comune ha fatto avere all’azienda sanitaria l’atto per la messa a disposizione dei terreni. Così Palazzo Merlato ha cambiato la destinazione d’uso di circa ventimila metri quadri di terreni che i privati, nell’ambito del Piano urbanistico di via Antica Milizia, dovranno cedere all’Amministrazione. La previsione, per quelle aree, era la costruzione di una scuola nel quale trasferire la “Montanari”. La strategia ora cambia: l’istituto scolastico sarà ammodernato ma resterà nella sua sede mentre l’area in oggetto diventerà parte dei circa 35mila su cui sorgerà la casa della salute. «Appare opportuno e conveniente individuare, in luogo della originaria destinazione scolastica, una diversa dotazione che soddisfi comunque le esigenze del tessuto insediativo del comparto nonché del più ampio territorio corrispondente all’area orientale della città di Ravenna» scrive il Comune nella delibera. I privati proprietari dei terreni hanno già dato il loro assenso.

Nel frattempo sono state meglio definite le attività da portare avanti nella Casa della Salute che fungerà da ospedale di comunità. La struttura diventerà lo strumento attraverso cui coordinare tutti i servizi offerti, in particolare ai malati cronici. «Nella Casa della Comunità – si legge nell’atto – sarà presente il punto unico di accesso alle prestazioni sanitarie. Sarà una struttura fisica in cui opererà un team multidisciplinare di medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, medici specialistici, infermieri di comunità e altri professionisti della salute e potrà ospitare anche assistenti sociali. La presenza degli assistenti sociali nelle Case di Comunità rafforzerà il ruolo dei servizi sociali territoriali nonché una loro maggiore integrazione con la componente sanitaria assistenziale». Tra i servizi inclusi è previsto, in particolare «il punto unico di accesso per le valutazioni multidimensionali (servizi sociosanitari) e i servizi che, secondo un approccio di medicina di genere, sono dedicati alla tutela della donna, del bambino e dei nuclei familiari secondo un approccio di medicina di genere».

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